Papa Francesco ha deciso: monsignor Castellucci vescovo unico per le diocesi di Modena-Nonantola e Carpi
CARPI. L'annuncio è stato dato allo scoccare di mezzogiorno in cattedrale a Carpi dal vescovo monsignor Erio Castellucci. Papa Francesco ha deciso di nominare un vescovo unico per le due diocesi di Modena, Nonantola e quella di Carpi. Al momento le due diocesi, caratterizzate da una storia ben definita, restano divise. Ma il percorso verso l'unificazione sembra tracciato.
Ecco la nota ufficiale del Vaticano
Papa Francesco ha nominato Vescovo di Carpi Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Metropolita di Modena-Nonantola e finora Amministratore Apostolico di Carpi, unendo in persona Episcopi le sedi di Modena-Nonantola e di Carpi.
Castellucci è nato a Forlì l’8 luglio 1960. Ha compiuto gli studi istituzionali per il sacerdozio al Pontificio Seminario Regionale Flaminio Benedetto XV di Bologna, conseguendo il Baccalaureato in Teologia (1983). Poi come alunno del Pontificio Seminario Lombardo dei Santi Ambrogio e Carlo in Urbe di Roma ha conseguito il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana (1988).
È stato ordinato presbitero il 5 maggio 1984 per la Diocesi di Forlì-Bertinoro. Dal 1984 al 1986 è stato Collaboratore pastorale presso la Parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana (Roma); dal 1984 al 1992 Parroco a S. Tommaso Apostolo a Durazzanino. Successivamente è stato Responsabile Diocesano della Pastorale Giovanile, Vicerettore del Seminario Minore, Preside della Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, Membro del Consiglio Presbiterale e Pastorale Diocesano, Assistente Diocesano degli Scout AGESCI, Vicario Episcopale per la cultura, l’Università e scuola, la famiglia, i giovani, vocazioni e turismo. Infine a Forlì è stato Parroco di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, Padre spirituale nel Seminario Vescovile e Docente presso l’Istituto superiore di Scienze Religiose S. Apollinare.
È autore di pubblicazioni ed articoli che trattano della spiritualità del presbitero diocesano. Il 3 giugno 2015 è stato nominato Arcivescovo Metropolita di Modena-Nonantola ed è stato consacrato Vescovo il 12 settembre successivo.
È Consultore presso la Congregazione per il Clero. All’interno della Conferenza Episcopale Italiana, è Presidente della Commissione per la Dottrina della Fede, l’Annuncio e la Catechesi. Il 26 giugno 2019 è stato nominato Amministratore Apostolico di Carpi.
IL VICARIO MANICARDI. "NON SI ESCLUDE DI ARRIVARE ALL'UNIFICAZIONE"
"È evidente - scrive in un comunicato della diocesi di Carpi, il vicario Ermenegildo Manicardi - che non è stata scelta la strada di dare a Carpi un vescovo dedicato esclusivamente a questa diocesi. La decisione di nominare, quale vescovo di Carpi, l’arcivescovo di Modena-Nonantola entra in un progetto che intende ridisegnare i confini delle unità pastorali in tutto il nostro paese, dopo gli innumerevoli interventi della seconda metà degli anni ’80 che portarono alla fusione, per prendere esempi a noi molto vicini, dell’Arcidiocesi di Modena con l’Abbazia di Nonantola o della Diocesi di Reggio Emilia con quella di Guastalla. L’unione di due diocesi nella persona di un solo vescovo, ossia il caso concreto dell’Arcidiocesi e della Diocesi della provincia di Modena, lascia intravedere che attualmente non si esclude il progetto di arrivare, in un futuro oggi non prevedibile cronologicamente, a proporre una unificazione maturata con maggiore gradualità e “sinodalità”, ossia con dialogo e confronto. I cultori di storia, del resto, probabilmente ricorderanno che la diocesi di Carpi, anche in passato, ha conosciuto diversi tempi di transizione e riassetto. L’ultimo annuario diocesano, anche se non indica i motivi, riporta che la sede è stata senza un proprio vescovo negli anni 1800-1807; 1815-1820; 1863-1871; 1891-1894".
"Se il cammino attuale è orientato a giungere a un’unica diocesi, che comprenda tutta la vasta provincia modenese, i prossimi anni saranno molto utili per cominciare a concretizzare le più opportune realizzazioni comuni e le collaborazioni di impianto modenese/carpigiano. - aggiunge Manicardi - Si potranno così studiare, sia a Modena che a Carpi, i passi idonei a individuare una prospettiva che lasci davvero a Carpi, anche in futuro, una sua consistenza e solidità come realtà con una propria identità ed esperienza storica. Passi successivi permettono anche ritocchi e ripensamenti fecondi. Un primo modello che, a caldo si potrebbe suggerire, è quello di ripensare – per rivisitarlo in profondità – il modulo “prelatura nullius” che, per oltre mille anni, ha caratterizzato l’organizzazione della vita ecclesiale nel nostro territorio".
"Il riassetto di questi giorni ci offre anche l’occasione per ringraziare Monsignor Castellucci per l’amministrazione apostolica, così amabile e ricca di teologia convincente, con cui ci ha arricchito in questi lunghi mesi, sopportando, in comunione con noi, il peso del Covid-19 e le complicazioni della pastorale, anche ordinaria, nei tempi della pandemia. Penso gli si debba una riconoscenza che è da definire “storica”: tutto fa pensare che siano state le sue franche valutazioni, divenute voce viva anche di tante istanze diocesane e regionali, a far maturare la convinzione che oggi la diocesi è da mantenere ancora come realtà specifica e ben identificabile".
"La Chiesa di Carpi conferma molto volentieri la sua obbedienza a Papa Francesco e il suo affetto a don Erio, che è già riuscito a diventare “il vescovo di casa”: infatti, egli ci ha conquistato con la sua mitezza evangelica nel volerci bene e con l’accettazione di restare con noi ancora in questo non leggero allargamento ministeriale. Per tutti noi, fin da ora si apre un tempo di profonda collaborazione e di sincera sinodalità con la sede metropolitana modenese: attraverso la persona dell’Arcivescovo/Vescovo le migliori energie e specificità delle due comunità, modenese e carpigiana, potranno comporre un’armonia capace di arricchire entrambe e la missione comune. Il futuro ultimo e lo sbocco del cammino, che adesso riprende con più nitida chiarezza, sono nelle mani del Risorto e dello Spirito Santo, ossia nelle mani con cui il Padre plasma il suo popolo".
Con schietta fiducia ed evangelica speranza ci affidiamo alla Vergine Maria, Madre Assunta in cielo, al nostro Santo Patrono, l’evangelizzatore San Bernardino da Siena, a San Bernardino Realino, gesuita carpigiano, al martire Beato Odoardo Focherini e alla Venerabile Mamma Nina, sostegno ed educatrice di poveri. La nostra preghiera è che la Chiesa di Carpi, proprio nel necessario mutare delle strutture storiche, continui ad essere lievito di una missione, riconoscente per il passato e realista nel preparare il futuro.
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