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Uno sportello per dare la caccia all’amianto rimasto negli edifici

Gabriele Farina
Uno sportello per dare la caccia all’amianto rimasto negli edifici

Sì del Consiglio alla proposta di Tomesani e Sardone Il nuovo servizio faliciterà le segnalazioni dei cittadini 

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CASTELFRANCO

La lotta all’amianto si fa più serrata. Vede nascere uno sportello dedicato per i cittadini. Prevede un nuovo censimento sui manufatti rimasti nel territorio castelfranchese. Include piani di bonifica (a livello comunale e d’Unione) per mettere l’amianto al bando. È il frutto di una mozione presentata dalla Lista Civica per Castelfranco e approvata in Consiglio comunale. I consiglieri Gianluca Tomesani e Michele Sardone hanno domandato alla giunta di assumere impegni precisi «entro la metà del 2021». Il primo punto nella mozione riguarda il censimento dei materiali esistenti in amianto. Un’esperienza analoga era stata condotta a Castelfranco tra il 2016 e il 2017. L’obiettivo è duplice. Da un lato, si effettua una fotografia dell’esistente. Dall’altro, si sancisce un controllo futuro «per scongiurare eventuali smaltimenti illegali di materiale altamente pericoloso», nello spirito rilanciato da Tomesani e Sardone. Nel secondo punto è contenuta la novità dello sportello amianto comunale. I civici ne definiscono i ruoli. Due gli obiettivi: «reperire tutte le informazioni sulle procedure idonee alla bonifica e allo smaltimento dei rifiuti contenti amianto; segnalare situazioni di potenziale pericolo». Un punto a cui Tomesani tiene particolarmente. «Tale sportello diventerà un punto di riferimento per tutte le persone che hanno manufatti con amianto - assicura il consigliere civico - Così riceveranno informazioni su come smaltirlo in maniera corretta». L’istituzione dello sportello riceve il plauso dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona). «I volontari Ona sono da tempo in azione; tuttavia, è necessaria la collaborazione delle istituzioni comunali e regionali», sottolinea il presidente nazionale Ezio Bonanni. Collaborazione su cui insistono i civici nei piani di bonifica. Tomesani e Sardone impegnano l’amministrazione castelfranchese a predisporre «un piano di bonifica, di messa in sicurezza e di rimozione». Un piano che includa enti pubblicati e privati, dal Comune alla Regione, da Arpae all’Unione Europea. Inoltre, chiamano in causa l’Unione dei Comuni del Sorbara. All’Unione è richiesto di sviluppare «un piano di piano di bonifica e di riconversione delle aree industriali dismesse e degradate», utilizzando fondi strutturali comunitari. A Hera è richiesto di controllare le condotte idriche. Il modello adottato a Castelfranco diviene per Ona un assist. L’Osservatorio nazionale ha suggerito al governo un progetto a tre marce: mappare il territorio, verificare le zone interessate, accelerare la risposta dei cittadini con sportelli dedicati. «La lotta contro l’amianto è un impegno che trascende le sigle e le appartenenze politiche», interviene Andrea Rossi. Da coordinatore regionale Ona, Rossi segue il tema sul territorio, confrontandosi spesso con Mirco Zanoli di Rinascita locale. —

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