Castellucci è il nuovo vescovo di Carpi La decisione annunciata dal Pontefice
Don Erio: «Sono contento, questa è una realtà molto viva, ma al tempo stesso timoroso perché si tratta di due diocesi...»
Due diocesi, un solo vescovo. Monsignor Erio Castellucci dalle 12 di ieri è ufficialmente il 19esimo vescovo di Carpi, ma rimane anche arcivescovo di Modena-Nonantola. La decisione, maturata nel corso degli ultimi mesi e resa nota con un comunicato di papa Francesco, era in realtà nell’aria da qualche tempo ed è ora ufficiale. Un’unione ‘in persona episcopi’, ovverosia nella persona del vescovo, che prelude a una fusione vera e propria che però è destinata a compiersi soltanto tra qualche anno, presumibilmente quando il papa nominerà un nuovo vescovo per quella che diventerebbe una nuova diocesi.
Per ora, come detto, di fatto tutto o quasi resterà immutato, anche se alle collaborazioni già avviate (che facevano ipotizzare a una soluzione di questo tipo) se ne aggiungeranno sicuramente altre. Ora come ora, comunque, per essere molto concreti non è previsto che un sacerdote carpigiano possa finire in una parrocchia modenese e viceversa. A confermare che la strada aperta è quella di una collaborazione più forte e che si andrà nella direzione tracciata con le nomine già fatte a ‘scavalco’ delle due diocesi, è lo stesso don Erio: «Avvieremo collaborazioni e si vedrà come andranno le cose, i tempi potranno essere anche un po’ lunghi», conferma il vescovo di Carpi e di Modena. Del resto la strada per le unificazioni tra diocesi è proprio questa da ormai diversi anni: prima il passaggio dell’unione nella persona del vescovo e poi, solo successivamente, la fusione vera e propria. Ma questa, soprattutto, è anche un’importante definizione di una situazione che da quasi un anno e mezzo (dalle dimissioni di Cavina con la conseguente nomina di Castellucci come amministratore apostolico di Carpi) si sta protraendo: «È una chiarificazione, l’avevo chiesta entro Natale - sottolinea il vescovo - Adesso sappiamo che c’è un collegamento più stretto tra le due diocesi e passi di collaborazione che verranno avviati. Secondo me è necessario che entrambe le diocesi si concentrino molto sull’essenziale - spiega ancora don Erio -. È necessario concentrarsi sull’evangelizzazione, al di là dei discorsi che potrebbero essere fatti. Dal punto di vista personale sono contento e timoroso. Posso dire di aver conosciuto in questo periodo la diocesi di Carpi e per questo non è un salto nel vuoto: ho trovato una realtà molto viva. Il timore è dovuto al fatto che sono due diocesi» e poi il vescovo chiede di pregare per lui.
La nomina di monsignor Castellucci come vescovo di Carpi, mantenendo appunto la vicina realtà di Modena-Nonantola, rappresenta anche un indiscutibile segno di grande fiducia da parte di papa Francesco nei suoi confronti. Si tratta di unire due realtà importanti, con un totale di circa 600mila abitanti, e di certo sarà necessario un grande impegno non solo da parte del vertice, a partire dal vescovo, ma di tutta la comunità cristiana carpigiana e modenese. —
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