E il Gran Maestro marchiò le botti del miglior aceto
SPILAMBERTO
Come tradizione vuole, l’aceto balsamico modenese migliore dell’anno è stato marchiato a fuoco dal Gran Maestro della Consorteria, Maurizio Fini. Si tratta del riconoscimento più importante, indelebile simbolo della vittoria del Palio di Spilamberto, istituito 30 anni fa, a sostituire la targhetta del vincitore che attestava il primo posto. «La marchiatura a fuoco dei barili dona alle botti un valore notevole da lasciare ai posteri - dice Fiuni - In quella batteria si è creato l’ambiente perfetto per ottenere un aceto eccellente. Il fuoco è il principio del balsamico quando si cuoce il mosto e questa è la conclusione degna e naturale. Il sigillo a fuoco è composto dal simbolo della Consorteria e l’anno di vittoria». Oltre al marchio, al vincitore del Palio spettano diversi premi: il diploma ufficiale della Consorteria, un cucchiaino d’oro per l’assaggio e il “torrione di Spilamberto” (che viene consegnato anche a tutti i finalisti), un bassorilievo in bronzo che raffigura il torrione. Nel 1986 Gino Garagnani vincitore dell’edizione 2020 del Palio avviò la batteria vincente “Mattia Sereni”, nome del nipote. La scelta è frutto di una tradizionee diffusa nel nostro territorio, che richiede l’intitolazione della batteria ad un neonato della famiglia. Costui, al momento di sposarsi, riceverà in dote una botte di aceto che ha il suo nome e la stessa età. «Mi sento appagato dal ritorno che ho in termini di partecipazione, specialmente da parte dei sindaci dei comuni, la maggior parte di loro presenti al Palio. Il balsamico - continua Fini - è al centro della cultura modenese, ci scorre nelle vene. Quando si entra in un’acetaia si respira il frutto del lavoro dei nostri padri e nonni, che prima di noi hanno scelto di lasciarci in eredità quel bene preziosa che è una batteria d’aceto». —
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