Gazzetta di Modena

Modena

il primo discorso  

«Gioia, paura e comprensione Questi i miei primi sentimenti»

Serena Arbizzi

La convocazione in Cattedrale di tutto il mondo cattolico  nella tarda serata di domenica Duomo gremito da sacerdoti, diaconi e Consiglio pastorale

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«Il primo sentimento è la gioia, perché in quest’anno e mezzo ho conosciuto e apprezzato tanti doni, tante energie e tanta generosità, specialmente nelle famiglie e nei luoghi di lavoro e di cura. Il secondo sentimento è la paura, perché in questo periodo mi sono reso conto di quanti limiti oggettivi e soprattutto soggettivi frenano il mio ministero tra voi. Il terzo sentimento è la comprensione verso chi in questo momento è deluso, perché confidava, come del resto anche io, in un vescovo dedicato alla sola diocesi di Carpi».

Queste le prime parole da vescovo di Carpi di Erio Castellucci, dopo la convocazione in Cattedrale, partita nella tarda serata di domenica, di tutto il mondo cattolico da parte del vicario generale Ermenegildo Manicardi.

«Dovremo concentrarci sull’essenziale - rimarca don Erio - ammaestrati anche da questa pandemia che ci aiuta a distinguere tra ciò che è superficiale e ciò che è importante; dovremo lasciare da parte polemiche, litigiosità, arroccamenti; dovremo collaborare con la diocesi di Modena, per individuare meglio le risorse evangelizzatrici. A cominciare da chi è più fragile, più esposto, più emarginato».

Il nuovo vescovo è stato introdotto dal vicario generale Ermenegildo Manicardi, grande regista nei rapporti con la Santa Sede, insieme a Castellucci, per chiedere che Carpi avesse un suo vescovo. E un risultato è stato di certo ottenuto: quello di rinviare l’accorpamento ufficiale.

«L’elemento di maggior rilievo è che la diocesi viene confermata come tale - afferma Manicardi - Nei mesi scorsi, infatti, era diventato sempre più evidente che gli organismi della Santa Sede stavano maturando l’alternativa: unificare la realtà carpigiana con un’altra diocesi oppure mantenere Carpi con un proprio vescovo. Ora ci è stato comunicato che la decisione è andata piuttosto nella seconda direzione».

«È evidente, inoltre, che non è stata scelta la strada di dare a Carpi un vescovo dedicato esclusivamente a questa diocesi - prosegue il vicario - L’unione di due diocesi nella persona di un solo vescovo lascia intravedere che non si esclude il progetto di arrivare, in un futuro oggi non prevedibile cronologicamente, a proporre una unificazione maturata con maggiore gradualità e “sinodalità”, ossia con dialogo e confronto. Se il cammino attuale è orientato a giungere a un’unica diocesi, i prossimi anni saranno molto utili per cominciare a concretizzare le più opportune realizzazioni comuni e le collaborazioni. La Chiesa di Carpi conferma molto volentieri la sua obbedienza a Papa Francesco e il suo affetto a don Erio, che è già riuscito a diventare “il vescovo di casa”: infatti, egli ci ha conquistato con la sua mitezza evangelica nel volerci bene e con l’accettazione di restare con noi ancora in questo non leggero allargamento ministeriale». —

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