Gazzetta di Modena

Modena

MONTESE 

Deposito acqua torbido: scatta lo stop al consumo

2 MINUTI DI LETTURA





Montese

Non c’è davvero pace a Montese sul fronte dell’acqua: ogni 2-3 mesi la popolazione si trova a fare i conti con un’ordinanza di divieto di consumo, tra capoluogo e frazioni, per un episodio di inquinamento.

Stavolta il problema riguarda il deposito di Montebuffone, che alimenta parte della rete del capoluogo e quella delle frazioni di Semelano, Montalto e Salto: il sindaco Matteo Deluca domenica ha emanato un’ordinanza che ne dispone il divieto di utilizzo per il consumo umano se non previa bollitura. È lo stesso sindaco a informare che la decisione è stata presa dopo che presso il deposito «si è riscontrata un’anomala torbidità dell’acqua proveniente dalla sorgente del mulino di Montese». Da qui l’immediato stop cautelativo, che resterà in vigore fino a specifico atto di revoca.

Non è certo la prima volta che il deposito di Montebuffone dà problemi, e l’ordinanza è stata accolta dai cittadini con una certa insofferenza. Non ovviamente per il merito, perché sulla questione sicurezza c’è massima condivisione, ma perché è una situazione che si trascina da troppi anni. «Se non riuscite a garantire la potabilità dell’acqua non è giusto che facciate pagare la bolletta piena» ha scritto qualcuno su Facebook. E il pensiero è condiviso, ricordando che a settembre analoga ordinanza di stop fu emanata riguardo alle due fontane del paese, quella di piazza IV Novembre e quella di piazza Repubblica.

Montese è uno dei pochissimi comuni ad aver mantenuto la gestione autonoma del servizio idrico e nelle elezioni di settembre si scatenò un vivace dibattito sul problema. Il candidato del centrodestra Flavio Viani assunse la posizione più dura dicendo che la gestione autonoma era “un disastro” a cui era prioritario porre rimedio. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google