Gazzetta di Modena

Modena

CICLO DI INCONTRI fino a giugno 

Modena capitale della cooperazione

Daniele Montanari

Dall’Italia e dal mondo per il 15° corso di formazione dei volontari che vogliono avviare progetti solidali, vicini o lontani

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Guardare oltre le frontiere, vicine e lontane, reali o immaginarie, senza perdere lo slancio verso un mondo più solidale e giusto anche ai tempi della pandemia. È questo l’obiettivo chiave del Corso per volontari della cooperazione internazionale che il Comune di Modena ha fortemente voluto mantenere per il 15° anno nonostante le difficoltà del momento. Anzi, ancor di più per questo. Del resto, proprio la pandemia ci ha insegnato, e ci continua a insegnare, che siamo tutti legati gli uni agli altri nelle scelte e dai comportamenti.

Ecco dunque che, sfruttando la modalità online (piattaforma Zoom), il 27 novembre si è dato avvio al nuovo ciclo di lezioni e incontri di questa “finestra sul mondo” che ogni anno offre formazione teorica e competenze di alto livello sulla cooperazione e la solidarietà internazionale, tanto da calamitare partecipanti anche da fuori provincia e fuori regione. A organizzare, l’ufficio “Progetti europei, relazioni internazionali e coordinamento progetti complessi” con un’ampia rete di partner: Regione, Unimore, Provincia, CSV Terre Estensi, Cipsi, Overseas e Tavolo delle associazioni di cooperazione e solidarietà internazionale (coordinato dal Comune). Il corso è poi co-finanziato dalla Fondazione di Modena e patrocinato da Regione, Anci, “Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani” e Comune di Spilamberto.

Quest’anno parte dall’amara constatazione che la pandemia sta nuocendo non poco alla cooperazione internazionale. Come indicato dalla recente Assemblea Generale dell’Onu, che ha celebrato il quinto anniversario della firma dell’Agenda 2030, il Covid sta facendo arretrare su molti dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile: dalla lotta alla povertà all’impegno per la salute e l’educazione, dallo sviluppo del reddito e dell’occupazione alle condizioni delle imprese, dalla riduzione delle diseguaglianze alla qualità della vita. Già lo scorso anno in apertura del corso c’era stato un forte richiamo all’Agenda 2030, legato anche al fatto che il Comune di Modena è partner del progetto Shaping Fair Cities (finanziato dalla Commissione europea) che sostiene azioni di coinvolgimento dei cittadini in questioni sociali, economiche e ambientali di rilevanza mondiale.

Inevitabile quindi nella 15esima edizione il focus su come la pandemia sta cambiando il mondo e sul futuro della cooperazione. In apertura, dopo i saluti dell’assessora Anna Maria Lucà, gli interventi di Claudio Baraldi (docente Unimore), Guido Barbera (presidente Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionali) e Alberto Caldana (presidente Csv Terre estensi Modena). Ad ascoltare un gruppo composto da 19 donne e 6 uomini (tra cui 5 studenti Unimore) per lo più modenesi ma anche reggiani, lombardi e umbri. Età media di 25 anni, ma c’è anche un tanzaniano 54enne, una 40enne kazaka, e dei giovanissimi con già esperienze importanti. Impareranno come muoversi nella cooperazione internazionale, ma anche a sostenere il tessuto associativo locale in dieci weekend di incontri fino a giugno. —

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