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Nel risiko bancario ora spunta l’ipotesi di una difficile fusione fra UniCredit e Bper

Stefano Turcato

Gli analisti di Equita non la vedono probabile e sostengono con convinzione l’opportunità di aggregazione con Banco Bpm

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Stefano Turcato

Quando si parla del risiko bancario, delle possibili aggregazioni, fusioni o incorporazioni fra istituti di credito, il rischio di piombare nel marasma del chiacchiericcio da calciomercato è decisamente molto elevato. E non sembrano esserne immuni nemmeno analisti e testate giornalistiche accreditate in ambito milanese, dove si trova la capitale del mondo finanziario nazionale.

Questo appare ogni giorno più evidente anche seguendo dichiarazioni e ipotesi che coinvolgono Bper Banca.

Nei giorni scorsi si è parlato a più livelli dell’ipotesi di aggregazione con Banco Bpm, in linea puramente teorica credibile non solo perché si tratta di due realtà più o meno omogenee e paragonabili ma anche per le affermazioni di Carlo Cimbri, con Unipol principale azionista di Bper, e di Giuseppe Castagna, Ad Banco Bpm: entrambi hanno speso parole di gradimento per la possibile fusione.

Ora al contrario Il Sole 24 Ore ha lanciato la possibilità di un’aggregazione di UniCredit con Bper evidenziando che l'ipotesi «sarebbe stata studiata già da tempo da una delle principali banche d'affari insieme ad alcuni ex manager di UniCredit e da qualche giorno se ne parla negli ambienti finanziari milanesi». Secondo le simulazioni, l'operazione darebbe vita a «un gruppo con un nucleo stabile di azionisti italiani vicino al 10%. Quota - dice il quotidiano - a cui si arriverebbe sommando le partecipazioni detenute attualmente nelle due banche da Unipol, Fondazione Sardegna, Fondazione Crt, Fondazione Cariverona e altri enti minori».

Le condizioni, secondo la testata economico-finanziaria, sarebbero determinate dalla scadenza della partnership assicurativa tra Unicredit e gli inglesi di Aviva, cui potrebbe subentrare Unipol che controlla circa il 20% del capitale Bper Banca.

La società Equita ha però giudicato «improbabile» la ricostruzione del giornale sottolineando che Unipol «si diluirebbe in UniCredit post acquisizione al 2% diventando di fatto un azionista irrilevante». Per gli analisti viceversa «sarebbe strategicamente più interessante un'ipotesi di aggregazione con Banco Bpm che permetterebbe di aumentare il peso in Lombardia dall’attuale 10% al 20%, rispetto al 15% con Bper».

Va anche ricordato che, riguardo a UniCredit, da tempo si parla di un coinvolgimento del grande istituto nelle operazioni che dovrebbero garantire il futuro di Monte dei Paschi.

Ieri la Borsa milanese ha reagito positivamente a queste voci: il titolo Bper Banca ha guadagnato il 2,48% chudendo a a quota 1,51, UniCredit più 1,38% a 8,03 euro. —

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