Città della cultura In centro arrivano nuove aule studio e burattini d’epoca
I progetti per Palazzo Solmi e l’edificio di via Bonacorsa Il museo sarà ospitato dalla “Casa della modenesità”
Per gli amanti della tradizione ci sarà la “Casa della modenesità”, con il fiore all’occhiello rappresentato dai 150 burattini d’epoca, rinnovando una tradizione molto radicata in città. Pochi metri più in là, per gli studenti e i modenesi alla ricerca di un luogo tranquillo per leggere o per studiare, ci sarà la nuova biblioteca-aula studio, nell’ottica della continuità con il nuovo polo culturale Sant’Agostino.
Nonostante il momento difficile per tutti, Modena prova a darsi una scossa partendo proprio dai nuovi progetti e dai nuovi investimenti per il futuro della città. Progetti che passano anche dagli edifici di cui il Comune entrerà in possesso grazie al federalismo demaniale. In sostanza, grazie ad un accordo con il Demanio, a ottobre 2019 è partito un percorso che porterà quattro complessi storici a diventare proprietà comunale: si tratta dell’immobile di via Bonacorsa 20, del complesso ex Colombofili di viale Monte Kosika, di Palazzo Solmi, sulla via Emilia centro, e della settecentesca Chiesetta Ricci, in viale Finzi. E mentre prosegue il percorso per il passaggio di proprietà, l’amministrazione comunale ha iniziato a progettare il futuro dei quattro edifici. Un futuro messo nero su bianco da una delibera di giunta della settimana scorsa in cui vengono approvati i programmi di valorizzazione per Palazzo Solmi e per l’edificio di via Bonacorsa.
Partendo dallo storico palazzo rosso di via Emilia centro 255, la giunta prevede «attività specifiche volte alla valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali, grazie alla destinazione di alcuni spazi per l’allestimento del “Museo permanente del burattino”. Modena - ricorda il documento approvato dalla giunta - è stata teatro della nascita dei più importanti burattinai di tutti i tempi, fra i quali le dinastie di Luigi Rimini Campogalliani (1790), dei Preti e dei Maletti». Il museo ospiterà circa 150 burattini originali realizzati dalla fine dell’800 al 1950, una “baracca”, ovvero un teatro originale di fine ’800, oltre a manoscritti delle farse e alle attrezzature necessarie ai burattinai per la realizzazione delle loro commedie». Un museo che troverà dunque spazio a Palazzo Solmi con i burattini della Società del Sandrone, in coordinamento con il progetto di valorizzazione del patrimonio di “teste di legno” dei Musei civici e delle collezioni che sono state affidate all’istituto culturale, alcune già esposte in mostre temporanee. Un’unica cornice, quindi, capace di illuminare adeguatamente un linguaggio, quello del teatro d’animazione, profondamente radicato nelle nostre terre. A completare la “Casa della modenesità” sarà anche una mostra che ripercorrerà la storia dei 150 anni della Società del Sandrone.
Per quanto riguarda il fabbricato di via Bonacorsa 20, negli oltre 1600 metri quadrati dell’immobile sono previste sale studio e biblioteche, «non solo per lo studio individuale - si legge nella delibera - ma anche per l’accoglienza di gruppi di studio sia virtuali che in presenza, in specifiche zone insonorizzate. I servizi che verranno realizzati comporteranno la fruizione dell’immobile non solo da parte di studenti universitari, ma anche di chi necessiti di spazi silenziosi dove non manchi però la possibilità di relazionarsi anche attraverso la rete». Sempre al piano terra troveranno collocazione depositi attrezzati per la visita di gruppi guidati, ma anche laboratori per ricercatori nelle materie umanistiche e un servizio di ristorazione. —
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