Va in pensione Paolo Soli neuropsichiatra infantile: «La mia regola è stata ascoltare e condividere»
Il dirigente del servizio Ausl per i giovani si ritira dopo 30 anni di attività «La parte di diagnosi spetta al medico, ma la famiglia va coinvolta»
LA STORIA
gabriele farina
Ascoltare i giovani. Condividere le informazioni con le famiglie. Per oltre trent’anni, sono state le missioni prioritarie del dottor Paolo Soli. Il direttore della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Npia) dell’Ausl di Modena dal 30 novembre è in pensione. «Vivo una sensazione particolare - descrive il medico - perché s’intersecano immagini del presente e del recente passato». Immagini dagli sfondi diversi: la dislessia e l’autismo, i disturbi alimentari e le malattie rare. «La Npia è una disciplina complessa, affascinante e non del tutto conosciuta - riconosce Soli - Ci occupiamo di condizioni di particolari gravità, dalle patologie rare a tutta la parte psichiatrica». Dinnanzi a tali quadri, le prospettive devono essere (per quanto possibile) convergenti. «Ho sempre cercato di condividere con i colleghi il messaggio di lavorare insieme - precisa il medico - anche perché accogliamo quasi sempre famiglie con profonde sofferenze. Dobbiamo avere sempre la massima disponibilità all’ascolto e alla condivisione». Ascoltare e condividere, dunque. «La parte tecnica con la diagnosi approfondita è necessaria - prosegue Soli - ma deve essere condivisa con la famiglia. Occorre chiarezza perché non siano fraintesi i risultati che si possono ottenere grazie ai nostri trattamenti». L’aggettivo “nostri” include. Proprio come il Màt, la Settimana della Salute Mentale in cui è stato più volte relatore. «Il Màt è un’esperienza importantissima - evidenzia il medico - perché unisce gli eventi di natura più strettamente tecnica ad altri artistici e culturali. Ci sono esperienze simili a Reggio e a Parma, ma a Modena c’è una caratteristica di ricchezza unica».
Da dirigente della Npia ha dovuto ridurre le visite. «Ho però sempre tenuto una porta aperta alle famiglie con difficoltà di comprensione per i percorsi - precisa Soli - o con rimostranze per i servizi». Servizi cambiati in un 2020 provante. «Abbiamo rimodulato le attività - spiega il medico - implementando modalità da remoto per le valutazioni, i trattamenti e soprattutto l’ascolto e la vicinanza alle famiglie». Un aspetto da non trascurare riguarda lo sport. «Le attività sportive per Modena hanno sempre rappresentato un progetto innovativo e molto significativo - la lettura di Soli - Purtroppo, la pandemia ha gravemente ridotto le attività. Saranno da ripristinare quanto prima, compatibilmente con tutti i protocolli». Gli operatori della Npia definiscono l'ex direttore «un faro che ci ha guidato, con calma e sicurezza, anche nei momenti difficili». La direzione generale dell’Ausl si unisce ai ringraziamenti. Il bilancio per il medico è in attivo. —
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