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l’incontro in piazza grande 

«Vivere la politica tra dono e impegno» Il vescovo Erio riflette in Consiglio

Paolo Seghedoni
«Vivere la politica tra dono e impegno» Il vescovo Erio riflette in Consiglio

Castellucci è partito dall’enciclica del Papa “Fratelli tutti” «La chiesa ha bisogno della buona amministrazione» 

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«La politica è al tempo stesso dono e impegno e la fraternità rappresenta il vaccino per sconfiggere il virus dell’egoismo sociale che rischia di soffocarci».

Sono parole di don Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi. Il presule è intervenuto ieri in consiglio comunale a Modena e ha parlato, in particolare, dell’enciclica di papa Francesco ‘Fratelli Tutti’, un’enciclica che ha come tema centrale, appunto, quello della fraternità. Nel civico consesso l’arcivescovo, che ha parlato nella Giornata mondiale dei diritti umani, giornata che cade proprio il 10 dicembre, è stato sollecitato dagli interventi del sindaco, Gian Carlo Muzzarelli e di Fabio Poggi, presidente del consiglio comunale: «Fra i valori della Rivoluzione francese – ha spiegato don Erio - libertà, uguaglianza e fraternità, che sono richiamati anche nell’enciclica del Papa, la fraternità è quello che emerge meno. Spesso, infatti, viene limitata all’iniziativa privata, diventando un’azione di libera scelta. Merita invece di essere pubblicizzata, è importante rendere note le buone prassi e “fare notizia” comunicando il bene, con l’obiettivo di condividerlo e diffonderlo».

Tra l’altro il vescovo aveva espresso concetti molto simili nei suoi ultimi due libri “Faccia a faccia” e “Benedetta povertà?”, usciti proprio nella seconda metà del 2020.

La “Fratelli Tutti” di Francesco prende origine dalla parabola del Buon Samaritano che, ha ricordato don Erio, «diventa politico perché è capace di progettare, di andare avanti. Infatti, non solo è capace di soccorrere e di ridurre gli effetti del disagio, ma si attiva e investe concretamente per il bene della persona di cui si è preso cura. Questo comportamento si riflette sulla funzione e sull’incarico di chi fa politica, il cui compito deve essere quello di combinare gli ideali con la realtà delle persone, puntando allo sviluppo del bene comune, un obiettivo da raggiungere insieme allargando lo sguardo: le dinamiche sociali e la relazione con l’ambiente appartengono pienamente alle istituzioni».

Parlando proprio della politica il pastore della Chiesa modenese ha sottolineato: «La Chiesa ha bisogno della buona amministrazione e forse anche la buona amministrazione ha bisogno di tornare a queste fonti che sembrano un po’ astratte, ma sono motivazionali e danno la carica per affrontare i temi che vanno affrontati. La politica è un bel dono e ogni dono è anche un impegno. È un bell’impegno, un bel sacrificio, immagino anche le vostre preoccupazioni. Insieme, e anche come diocesi ci possiamo impegnare di più, sottolineare che la politica non è sporca. Ci sono certamente anche comportamenti sbagliati, ma la politica è davvero un dono e un servizio per tutti. Alle istituzioni – ha ricordato concludendo il suo intervento l'arcivescovo Castellucci - sono affidati compiti fondamentali per la società, soprattutto ora che il mondo è ferito dalla pandemia, un fenomeno che svela i mali dell’umanità». —



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