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IL BILANCIO 

Lavoratori irregolari in 41 aziende Scattano le maximulte

Lavoratori irregolari in 41 aziende Scattano le maximulte

Trovate irregolarità nel 42% delle imprese controllate La Finanza: «Massimo impegno sul rispetto delle regole» 

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I controlli anti-lavoro sommerso della Guardia di Finanza in provincia di Modena, non sono fermati anche in quest’anno caratterizzato dall’emergenza per il Coronavirus.

E nel corso del 2020, hanno portato a scoprire 149 lavoratori non in regola, di cui cinque senza titolo di soggiorno nel territorio nazionale. Un lavoro che ha visto impegnati complessivamente 170 finanzieri del nucleo polizia economico-finanziaria, compagnie di Modena, Carpi e Sassuolo e le tenenze di Mirandola e Vignola hanno ispezionato 97 imprese.

Il bilancio è particolarmente importante. Sono stati sanzionati 41 datori di lavoro (pari al 42% delle imprese controllate) che avevano alle proprie dipendenze 60 lavoratori completamente in nero, compresi i cinque irregolari, e altri 89 comunque 'sommersì. I 149 lavoratori «non in regola», equamente divisi tra italiani e stranieri, prestavano la loro opera sia nel settore industriale sia in quello commerciale e dei servizi.

Le imprese scovate, ora, rischiano di dover pagare una sanzione amministrativa che va da 1.500 euro (se il lavoratore in nero ha prestato la propria opera per un periodo inferiore a 30 giorni) fino a 36mila euro, se si superano i 60 giorni, con una maggiorazione del 20% nel caso di soggetti senza permesso di soggiorno.

Per sei imprese con quota di lavoratori in nero superiore al 20%, inoltre, sono state avviate le procedure finalizzate alla sospensione dell'attività. Sono in corso intanto ulteriori approfondimenti nei confronti dei lavoratori, per verificare se abbiano percepito indebitamente l'indennità di disoccupazione o il reddito di cittadinanza.

«Questi interventi confermano il costante impegno del Corpo nell’esecuzione di attività a contrasto dell’economia sommersa, - spiega la Finanza con una nota - a tutela dell’economia legale e degli operatori che operano nel pieno rispetto delle regole, che si realizza attraverso mirate investigazioni di polizia economico-finanziaria finalizzate all’individuazione di fenomeni di manodopera irregolare e o di sfruttamento dell’immigrazione clandestina, che alterano la leale concorrenza nel mercato di riferimento, e all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dai responsabili».



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