«Qui nessuno a favore Troppi i problemi legati all’uscita dall’Unione»
Krystyna vive dal 1978 a Modena, città d’origine della madre «Tra i miei connazionali c’è il timore di grandi ingiustizie»
Tra i britannici che vivono stabilmente a Modena c’è Krystyna Maria Biskupski, qui dal 1978 e con doppia cittadinanza.
A cosa deve la doppia patria?
«Alla madre modenese, mio padre invece era polacco ma io sono nata e cresciuta a Londra. Mia mamma ha vissuto qui fino alla sua morte, poi è rientrata a Modena dove aveva i fratelli. Io dopo l’università ho lavorato a Bruxelles come traduttrice e poi sono venuta in Italia per stare vicino a lei, dati i suoi problemi di salute. E ho lavorato come dirigente di un’importante azienda modenese fino alla pensione».
Cosa ne pensano i suoi concittadini britannici modenesi dell’uscita?
«Dico semplicemente che di persone favorevoli alla Brexit qui a Modena io non ne conosco. Tutti sono contro, e nello stesso Regno Unito oggi i contrari sono più dei favorevoli. Il Paese resta profondamente diviso: è vero che ci sono anche i sempre più convinti dell’uscita, ma non lo so se si mostrino così perché sicuri della bontà della scelta o per non ammettere di aver sbagliato. Avrebbe comunque avuto esito diverso il referendum se avesse votato il milione e mezzo di britannici che vivono all’estero e che ora sono profondamente condizionati dalla Brexit».
Quali i problemi principali?
«Intanto il blocco alla libera circolazione. Se anche si decide di rimanere all’estero, l’Accordo è valido solo nel Paese di residenza: se uno vorrà trasferirsi dall’Italia alla Germania, per esempio, dovrà fare tutta la trafila del permesso di residenza di una volta. Poi c’è un’enorme ingiustizia legata ai rientri: i britannici sposati con italiani che per motivi famigliari vorranno ritornare in patria lo potranno fare solo se il coniuge italiano disporrà di un alto reddito tale da permettergli di mantenersi nel Regno Unito. Penso magari a chi vuole trascorrere la vecchiaia con i nipoti: è tutto condizionato dalle possibilità economiche. Ma è un peccato anche per i giovani: chi vorrà andare a studiare in Inghilterra si troverà molti ostacoli, e anche università inglesi si troveranno in difficoltà per il calo degli studenti. Poi per le aziende ci sono tutti i problemi commerciali legati alla dogana, ancora da risolvere. A livello politico interno, poi, restano la questione scozzese e quella irlandese, e all’esterno il fatto di rinnegare un organismo, l’Unione, che ha portato 70 anni di pace in un continente dilaniato da secoli di guerre». —
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