Altre migliaia di firme contro la discarica
SAVIGNANO
Continua a tenere banco il dibattito sulla ventilata discarica di amianto e fanghi ceramici di Rio d’ Orzo, al confine tra il Comune di Savignano e quello di Valsamoggia.
Anche oggi l’associazione No Discarica continua a raccogliere le firme, mattina e pomeriggio, sotto i portici di viale Mazzini a Vignola, su una petizione che ha ottenuto migliaia di consensi in tutti i Comuni della Valle del Panaro, da Vignola a Savignano, comprendendo anche il versante bolognese, ugualmente interessato.
«Anche i Consorzi dei prodotti tipici, dalle ciliege al parmigiano reggiano, che faranno? - chiede la portavoce dell’associazione, Daniela Monduzzi - Come si pongono di fronte a una discarica di amianto nel cuore di produzioni agricole di qualità?»
Anche il Comune di Valsamoggia ha dovuto precipitosamente convocare Unirecuperi, l’azienda proprietaria del sito acquistato trent’anni dall’ex colosso coop Unieco, per un incontro pubblico. L’azienda, davanti consiglieri, ha sostenuto tra l’altro la legittimità di una richiesta alla Regione per lo stoccaggio di amianto e fanghi ceramici. «Secondo noi - hanno detto in buona sostanza - o, a suo dire, che l’utilizzo dei fanghi d’inceneritore e della lavorazione delle piastrelle attorno ai rottami che contengono amianto sono un esempio di economia circolare rispettosa dell’ambiente».
«Unirecuperi è stata politicamente appoggiata dal Pd in Consiglio comunale - afferma invece il consigliere civico Simone Rimondi - Da due anni fino a poche settimane fa, hanno bocciato le nostre richieste di togliere dal piano regolatore quell’insediamento. E adesso fanno finta di non sapere nulla e appoggiare i cittadini». —
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