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dopo il presidio  

«Chiediamo le tutele dei dipendenti» I 40 rider carpigiani riuniti in assemblea

Serena Arbizzi
«Chiediamo le tutele dei dipendenti» I 40 rider carpigiani riuniti in assemblea

La categoria che ha eletto i portavoce e firmato lo statuto «Siamo pagati 4,50 a consegna e siamo senza diritti»  

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«Vogliamo la firma di un contratto stipulato con le parti che effettivamente rappresentano i rider. Ugl ha siglato un accordo a porte chiuse con Assodelivery, fuori dai tavoli ministeriali, quindi non prende in causa veramente le varie union e sindacati confederati». Queste tra le istanze avanzate dagli oltre 40 rider carpigiani che ieri pomeriggio, per la prima volta, hanno convocato i propri stati generali riunendosi in assemblea da remoto. Questo dopo il presidio di fine novembre davanti al McDonald’s, principale catena da cui ritirano il cibo che andranno poi a consegnare.

«Chiediamo tutele base per i lavoratori dipendenti: tra queste, che sia superata la remunerazione a cottimo, la tredicesima, le ferie, la malattia, il Tfr, maternità e paternità, tutte le tutele garantite dai contratti subordinati e non da lavoratori autonomi, insomma - spiega Emanuele Bertesi, 21 anni, rider e studente alla facoltà di lettere Moderne a Bologna, nominato ieri portavoce insieme ad Alessandro Dodi - Ci sono sentenze che stabiliscono che siamo lavoratori subordinati, ma non siamo considerati, di fatto, come tale».

I rider carpigiani mettono sul piatto delle proposte concrete. «Servono ciclabili su via Cattani e una che colleghi a Santa Croce che sono le più disastrate e strategiche per noi - continua il portavoce - Via Cattani porta al polo dei principali ristoranti da cui andiamo a prendere le consegne, in particolare il McDonald’s. Vorremmo più sicurezza. Chiediamo, inoltre, spazi sociali dove poterci riunire, m a anche dove abbattere i costi di riparazione delle nostre biciclette. Una ciclofficina sociale, in pratica: se succede durante un turno che ci siano problemi con il mezzo, se, ad esempio, i freni si rompono o una ruota si buca, può essere utile, ed economico, avere un punto riparazioni».

I rider carpigiani sono ispirati dalle grandi Union metropolitane di Bologna, Milano, Roma, Torino: Abbiamo deciso che anche nella nostra città il tempo delle chiacchiere è finito ed è arrivata finalmente l’ora anche per noi adesso di organizzarci e conquistare i nostri diritti», prosegue Bertesi. I città, degli oltre 40 rider, la maggioranza è composta da uomini. La fascia d’età oscilla tra i 18 e i 40 anni.

Questo mestiere attrae in particolare tre categorie sociali: gli studenti lavoratori che lo fanno per non pesare troppo sulle famiglie; gli immigrati e chi cerca un secondo impiego per arrotondare o, magari, perché in ginocchio a causa della pandemia.

Il pagamento ai rider ammonta in media a 4,50 per ogni consegna effettuata. —



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