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il lutto  

«Gentile e amatissimo» La città rende omaggio all’imprenditore Iqbal

S.A.
«Gentile e amatissimo» La città rende omaggio all’imprenditore Iqbal

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«Siamo noi i primi a dover dare l’esempio nel dimostrare quanto amiamo la terra dove abbiamo deciso di trasferirci. L’integrazione non va fatta solo a parole». Questo l’insegnamento che Javaid Iqbal, imprenditore, vicepresidente e fondatore della Consulta all’integrazione, ha sempre praticato, accompagnandolo con gentilezza d’altri tempi e una profonda apertura al prossimo. Iqbal è stato portato via dal Covid sabato pomeriggio: dopo una decina di giorni di ricovero, quando le cose sembravano andare meglio, le sue condizioni si sono aggravate pesantemente. Sono tanti i gesti quotidiani con cui Javaid ha scritto nuove pagine di integrazione. Come quando ha invitato persone di più etnie al ricevimento di matrimonio del figlio, al ristorante “Marechiaro”, per condividere un momento di grande gioia con tanti esponenti della città dove aveva deciso di vivere e lavorare. O come quando è esploso il focolaio di Covid al “Biscione”: Javaid è stato in prima linea per garantire i controlli. Nessuno allora poteva immaginare che sarebbe successo l’irreparabile. Tutta la città piange Iqbal: dal sindaco Bellelli all’assessore Calzolari, al consigliere Maio, alla Consulta. Ognuno ricorda i tratti di gentilezza e quell’inconfondibile copricapo rosso che sarà molto dura non rivedere più. —



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