Restauro di auto d’epoca: boom di richieste per i corsi
Oltre 300 richieste per i 40 posti delle due iniziative dell’ateneo e di Cna Previste 800 ore di lezione, 300 di stage in aziende con probabili assunzioni
Giovanni Medici
I restauratori di auto d’epoca e sportive sono parte integrante della Motor Valley e contribuiscono a fare del nostro territorio un unicum a livello mondiale. E sono richiestissimi. Il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Cna, assieme all’Università di Ferrara e all’Istituto Ferrari di Maranello, nel 2019 hanno promosso un corso riservato a 20 giovani, specificamente rivolto al restauro della carrozzeria: nelle scorse settimane, visto il successo dell’iniziativa (150 domande), si è deciso di ripetere questa esperienza formativa avviando un secondo corso, questa volta dedicato a chi vuole imparare a restaurare le parti meccaniche delle auto d’epoca nel rispetto di forme, colori e disegni originali: agli organizzatori sono arrivate in questo caso addirittura 162 domande, sempre a fronte di 20 posti disponibili. I candidati? Persone dai 20 ai 35 anni, residenti o domiciliate in Emilia-Romagna, diplomate e non solo. Per la metà sono modenesi.
«Il corso partito nel 2019 deve ancora essere concluso causa Covid – spiega Vania Spezzani della Cna, coordinatrice di queste iniziative formative – e vede anche tre ragazze tra i partecipanti; le lezioni le svolgiamo non in presenza ovviamente ma da gennaio potremo comunque iniziare gli stage in azienda».
I finanziamenti (i corsi sono infatti gratuiti) arrivano dalla Regione Emilia-Romagna e dal Fondo Sociale Europeo. Sono previste 800 ore totali di lezione, di cui 500 in aula e 300 di stage nelle aziende che hanno accettato di partecipare a questo percorso. Dopo il superamento dell’esame finale sarà rilasciato un Certificato di specializzazione tecnica superiore in Tecniche per la realizzazione artigianale di prodotti del made in Italy. Il programma dei corsi prevede lezioni applicative in officina con esperti artigiani, momenti di aula (virtuale) e laboratori con restauratori, meccanici, collezionisti, ingegneri e docenti universitari, per integrare le tecniche classiche di restauro con le opportunità offerte dalle moderne tecnologie. Poi nelle 300 ore dello stage i partecipanti verranno inseriti all’interno delle principali aziende modenesi di restauro della meccanica delle auto d’epoca, per essere guidati sul campo da tecnici e professionisti che vantano competenze specialistiche nel settore. «Anche se il primo corso non è ancora finito sappiamo di almeno due ragazzi già assunti dalle imprese nelle quali stanno facendo lo stage – conclude Spezzani – Le aziende della Motor Valley cercano queste figure anche per dare un futuro ad attività gestite magari ancora dagli anziani titolari».
Il corso vanta collaborazione e supporto di aziende coinvolte a vario titolo nel mondo delle auto d’epoca, non solo modenesi: big come Lamborghini, Maserati, Ferrari Classiche, Promotor o artigiani come Bacchelli&Villa, Brandoli Egidio, Candini Classiche, Cremonini Carrozzeria, G.P.S.Classic. L’iniziativa è patrocinata da associazioni come Aisa e Asi (Automotoclub Storico Italiano), dalla Collezione Righini, dalla Collezione Umberto Panini e dal Museo Stanguellini, oltre che dall Museo dell’Automobile di Torino. —
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