Ambiente e disastri, per prevenzione rischi siamo tra i peggiori
Da rivedere la spesa per rafforzare il sistema Ogni anno si investono 4,52 euro a cittadino
Alti e bassi
L’alfa e l’omega. Nella sezione “Ambiente e servizi” Modena si comporta come il carro di Platone. I servizi spingono verso l’alto, l’ambiente trascina verso il basso. Drammatico il 99° posto al capitolo “Fondi europei 2014-2020 per l’ambiente e la prevenzione dei rischi”. Dalle cifre dell’istituto Tagliacarne, per ogni modenese si spendono 4,52 euro in tal senso. Non serve ricordare le due alluvioni in meno di un decennio per tradurre quanto tali numeri possano tradursi in disastri con danni per milioni di euro. La nostra provincia occupa il 62° posto secondo i 18 indicatori di Legambiente per il cosiddetto “ecosistema urbano”. Un posto in più per l’indice di rischio climatico. I fondi europei 2014-2020 per l’Agenda digitale contribuiscono nella misura di 9,55 euro pro capite. Modena figura al 55° posto alla voce specifica. Proprio il digitale costituisce però la molla che fa balzare la nostra provincia al 10° posto nella sezione con 541,3 punti, quasi cinquanta in più dell’anno scorso. Il sistema “Pago Pa” è ormai diffuso in oltre nove enti pubblici su dieci (91% del totale). Così il nostro territorio è 2° nella voce specifica. La trasformazione digitale, così come fotografata dal “Forum Pa”, vale invece il 5° posto da Bolzano a Siracusa. Il 13,3% dei giovani che non studiano né lavorano (i “Neet”) portano Modena al 17° posto nell’indicatore dedicato. Il 65,4% dei modenesi ha almeno il diploma (36° posto). —
G.F.
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