«Abbiamo avuto una scossa Adesso fari sulla sanità»
Enza Rando, vice presidente di Libera: «Aemilia ci ha aiutato ad aprire gli occhi Le mafie vanno dove ci sono i soldi e all’orizzonte vedo nuovi metodi d’usura»
Enza Rando è la combattiva vice presidente nazionale di Libera contro le Mafie, associazione che negli anni si è contraddistinta per importanti battaglie sociali e prese di posizione in nome della legalità.
Avvocato Rando, dopo Aemilia che cosa resta?
«Aemilia ci ha illuminato. Ha svelato intrecci in un territorio che fino a quel momento non aveva mai dovuto fare i conti e prendere coscienza con la criminalità organizzata. Ma non scordiamo che il processo Aemilia ci ha parlato di reati ormai vecchi. Ecco, dobbiamo prendere quanto di buono quell’indagine ha svelato, ma senza sederci».
Cos’è cambiato in questi anni?
«Non pensiamo che la criminalità organizzata, che sia ’ndrangheta o camorra o mafia, si introduca soltanto nel mondo dell’edilizia. Quella è una visione ormai superata perché ci sono settori che da tempo attirano gli interessi criminali. Le mafie si insinuano, e si stanno specializzando nella corruzione e nei legami con la pubblica amministrazione. Per questo, come Libera abbiamo adattato il nostro statuto per farci trovare pronti anche verso le nuove strategie criminali».
Segui i soldi: è sempre stato un buon suggerimento agli investigatori.
«È un insegnamento che non passa mai di moda perché la criminalità organizzata ambisce a guadagnare denaro e potere. Dobbiamo rimanere con gli occhi aperti e smettere di delegare ad altri i valori della legalità e della democrazia. Aemilia ci ha dato la scossa, sarebbe un grave errore non prenderne coscienza. Le mafie, da sempre, vanno dove ci sono i soldi e questo periodo storico ha aperto nuovi scenari e ambiti di infiltrazione. Non scordiamo che ci troviamo di fronte ad organizzazioni che anticipano i tempi».
Quindi la pandemia giocherà un ruolo?
«Noi, in Emilia Romagna, abbiamo un’ottima sanità ma quel settore può fare davvero tanta gola perché ci sono e ci saranno ingenti investimenti di denaro. Cambierà il modo anche di assistere le persone e quindi aumenterà l’offerta sanitaria: in questo campo andrà tenuta alta la guardia».
Le viene da dare un consiglio alla gente “normale”?
«Io parto da un presupposto: loro, i criminali di alto livello e non la manovalanza, hanno conoscenze e capacità di relazioni proprio grazie ai tanti soldi che possono mettere sul piatto. Noi abbiamo una politica che, salvo alcuni casi, ha retto il primo urto e imprenditori molto bravi. Se riusciamo a dare sostegno a questi imprenditori allora avremo fatto qualcosa di importante e che darà fastidio alle mafie».
Che però garantiscono apporto di soldi alle aziende in difficoltà.
«Sono cambiati i paradigmi dell’usura. Una volta si facevano tassi altissimi per i prestiti, ora magari le organizzazioni garantiscono liquidità a tassi “normali” ma poi arrivano a riscuotere. Lo fanno magari chiedendo una quota della società, oppure rivendicando una favore che può essere una serie di fatture false. Sono i nuovi rischi che si presentano agli imprenditori, siano essi quelli del turismo o dell’edilizia, poco importa. La società civile deve non farli sentire soli perché l’attrattività malavitosa si può contrastare». —
F.D.
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