Gazzetta di Modena

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talpe in prefettura 

Giovanardi, palla al Senato L’Arma non si sente vittima

F.D.

Iniziato il processo al senatore sulle fughe di notizie per le white list e le pressioni ai carabinieri Si attendono gli atti da Roma 

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Nemmeno due ore di udienza, in buona parte trascorsa con i giudici in camera di consiglio, per il primo atto nel processo a Carlo Giovanardi, imputato per rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario e oltraggio a pubblico ufficiale. Si ripartirà il 12 gennaio quando il presidente del tribunale, Pasquale Liccardo, ha convocato le parti. Ma un passaggio importante lo dovrà fare preventivamente la Procura con i pm Monica Bombana e Giuseppe Amara, che entro il 4 gennaio dovranno produrre tutti gli atti elaborati dalla Giunta per le immunità parlamentari del Senato. Va infatti ricordato che le contestazioni a Giovanardi sono mosse nel suo periodo da senatore e finora la Giunta romana ha autorizzato solo l’uso di un’intercettazione e dei tabulati telefonici del senatore, senza invece mai entrare nel merito - ad esempio - sull’utilizzo delle conversazioni registrate da Alessandro Bianchini nei colloqui con il parlamentare. Il caso è quello delle white list del sisma dalle quali la Bianchini Costruzioni e la Ios del figlio di Augusto Bianchini vennero escluse per il rischio di condizionamento mafiosi. Giovanardi si è sempre difeso dicendo di aver svolto pura attività parlamentare che lo autorizzava a criticare; mentre per gli inquirenti c’era un disegno diverso dietro le dichiarazioni, le istanze e le prese di posizione contro le liste di merito del terremoto.

Gli avvocati del senatore, Massimiliano Iovino e Marilisa Tenace, hanno chiesto subito il proscioglimento proprio per i motivi legati al suo ruolo di parlamentare mentre il dottor Amara ha replicato, sostenendo che il processo vada fatto “proprio per accertare se i fatti sono quelli contestati”.

La corte ha impiegato oltre un’ora per decidere il da farsi, mentre è stata più rapida la riflessione sull’accoglimento delle parti civili. Restano nel processo, come parti lese, il ministero dell’Interno, la Cgil e l’associazione Libera contro le Mafie; per le ultime due c’era stata la richiesta di esclusione da parte della difesa, respinta dai giudici. Non si sono costituiti i due ufficiali dei carabinieri vittime delle presunte pressioni del senatore Giovanardi ma saranno comunque testimoni in aula. Ma stupisce molto di più l’assenza sia del ministero della Difesa, da cui i carabinieri dipendono, sia la stessa Arma. Entrambe le istituzioni non hanno evidentemente sentito la necessità di esserci alla pari della Regione Emilia Romagna, che delle white list si è fatta promotrice e sostenitrice. Regione che sarà invece regolarmente parte civile (non lo è il Comune di Modena, nonostante il voto in Consiglio) nel processo contro i Bianchini, l’ex vice prefetto Mario Ventura, funzionari di Stato e faccendieri, il cui processo è stato rinviato sempre al 12 gennaio con l’obiettivo eventuale di riunirlo a quello di Giovanardi essendo intrinsecamente legati. —



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