Il packaging regge l’urto: 7,6 miliardi con un -5%
In controtendenza o quasi i dati presentati ieri mattina da parte di Ucima, l'unione dei costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio. Il fatturato 2020 arriva a 7,6 miliardi di euro con un decremento del 5%, che fa pressapoco la media tra il calo nel mercato nazionale (-6,8%) e quello dell'export (-4,5%). «Ci aspettavamo questo rallentamento – ha commentato il presidente Matteo Gentili – alla luce di un “annus horribilis” che si sta concludendo, ma il nostro settore resta robusto e guarda al futuro con fiducia. L'emergenza Covid non ci ha colti impreparati, anzi, abbiamo dimostrato la nostra forza anche nelle difficoltà. Grazie alle nostre tecnologie 4.0, che consentono il controllo in remoto degli impianti, il collaudo e l'assistenza a distanza, siamo sempre rimasti vicini ai nostri clienti in tutto il mondo. Nel 2021 contiamo di tornare a crescere anche se occorre prudenza. Siamo consapevoli che i nostri competitor sono agguerriti e che, a causa della pandemia, l'incertezza in molti mercati regna sovrana». Per quanto riguarda il mercato italiano si è arrivati a 1,574 miliardi di fatturato con l'export che ha fatto segnare un complessivo di 6,065 miliardi di euro. Le performance positive di alcuni importanti settori quali Cibo e bevande, Prodotti farmaceutici, cura e benessere personale, hanno consentito di mitigare il segno negativo in questo anno non soddisfacente per il mondo industriale. —
A.S.
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