Lo “zaino solidale” divide I Dem contro la maggioranza
Il Pd propone l’acquisto di materiale scolastico nei negozi in città per i bisognosi Il capogruppo di Forza italia Capezzera si oppone: «Le iniziative ci sono già»
Daniele Dei
Uno “zaino solidale”, vale a dire un progetto che coinvolga gli esercizi commerciali di Sassuolo, in cui i cittadini potranno acquistare materiale scolastico da destinare ai bambini della città meno abbienti.
È la proposta che i consiglieri Pd Maria Savigni, Serena Lenzotti e Matteo Masini, assieme a Tommaso Barbieri di Sassuolo Futura e della consigliera del gruppo misto Giulia Pigoni, hanno proposto nella scorsa seduta vedendosi però di fatto respingere al mittente l’idea senza che ci fosse modo di riaffrontarla con la maggioranza di Centrodestra.
C’è delusione in casa Dem per come un ordine del giorno, riguardante un argomento di questo tipo, fosse stato di fatto accantonato e poi più ripreso nella discussione politica. Secondo le intenzioni, “zaino solidale” avrebbe visto un coinvolgimento delle associazioni del territorio per la distribuzione di questi materiali, dando vita dunque a una rete di sostegno. «In questo periodo di pandemia - si legge nel testo - si sono acutizzate le situazioni di difficoltà che già diverse famiglie del nostro territorio dovevano affrontare. Altre, come testimonia l’incremento di accessi alla Caritas e all’emporio solidale locale, sono entrate in condizione di povertà. Le carenze educative, in questo momento, rischiano di allargare il divario sociale tra i cittadini. La crisi economica causata dall’emergenza sanitaria può aumentare le difficoltà per garantire ai figli i materiali necessari per lo svolgimento del lavoro scolastico. La città ha sempre mostrato di rispondere con generosità e si è attivata, anche in precedenti calamità, con varie forme di sostegno. Si possono quindi attivare diversi soggetti, coordinati dall’amministrazione comunale, in modo da rafforzare il senso di comunità». Si è però messo di traverso il capogruppo di Forza Italia, Davide Capezzera, con un emendamento in cui si parlava di «potenziamento di progetti» e non di creazione di uno ex novo, supportati dall’amministrazione e non coordinati come chiedeva il Pd. Capezzera proponeva di «interloquire con le associazioni di volontariato in città per valutare un potenziamento dei progetti a sostegno degli studenti che vivono in una situazione familiare di disagio economico». Insomma, a suo dire non c’era bisogno di altre iniziative, cosa su cui Maria Savigni resta in disaccordo: «Abbiamo chiesto di riparlarne in commissione e non abbiamo avuto alcun segnale. Capezzera ha snaturato il nostro testo con un emendamento dalle affermazioni banali, su cui non c’è stata più una discussione, visto che il presidente del Consiglio Luca Caselli aveva chiuso il dibattito senza che si potessero fare approfondimenti. Volevamo incentivare da un lato le persone ad acquistare negli esercizi di Sassuolo, quindi aiutando il commercio locale - prosegue Savigni - Dall’altro aiutare chi è in difficoltà. A Formigine lo faranno, perché qui non si può? Il prossimo anno sarà peggio, noi il tema non lo abbandoneremo». —
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