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il bilancio dell’associazione acimac 

Macchine per ceramica: anno nero ma nel 2019 era andata peggio

Alfonso Scibona
Macchine per ceramica: anno nero ma nel 2019 era andata peggio

Mongardi: «Avevamo chiuso con -17,5% e nel 2020 registriamo -15% nonostante la pandemia»

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Alfonso Scibona

È sempre complesso stilare graduatorie fra dati negativi ma resta per molti aspetti sorprendente il bilancio annuale diffuso ieri da Acimac, l’associazione dei costruttori di macchine per ceramica.

I numeri del 2020, e non poteva essere altrimenti per gli effetti del Covid, sono negativi ma fotografano un regresso che non è lo stesso del 2019, quando era andata peggio. Nel 2020 il settore, fortemente presente nel distretto ceramico sassolese, registra una flessione pari al 15% rispetto al 2019, per un volume pari a 1,47 miliardi di euro.

«Guardo con speranza questo dato – ha dichiarato il presidente Acimac, Paolo Mongardi – soprattutto considerando il fatto che lo scorso anno avevamo chiuso con un -17,5% e sappiamo tutti che nel 2020 dobbiamo considerare anche il fattore Covid. Rispetto ad altri settori siamo stati meno penalizzati e questo ci fa ben sperare per il 2021 anche se c'è chi sta soffrendo tanto e mi riferisco agli stampisti. Abbiamo una visibilità sui primi sei mesi del prossimo anno che ci rincuora, non abbiamo l'orizzonte del secondo semestre ma credo che non sia sbagliato prevedere che si possa tornare ai numeri del 2019».

In calo il mercato italiano, che in termini assoluti segna un valore complessivo di 349 milioni di euro (-25,4%). L’export, che continua percentualmente a fare la parte del leone, pesa per 1,121 miliardi di euro ma è in contrazione dell’11,2% rispetto all’anno precedente.

«Il mercato italiano – continua Mongardi – dopo anni di digitalizzazione, che ha portato le aziende produttrici di ceramica a cambiare quasi totalmente i propri stabilimenti, con la riduzione al minimo dell'apporto del personale, è naturale che segni il passo. Riguardo l'export, complice l'impossibilità di viaggiare per i nostri imprenditori e per la cancellazione di una fiera importante come Tecnargilla, il calo dell'11,2% è anche in linea con le attese che da qualche parte erano preventivate».

Un anno sicuramente difficile anche per le aziende ceramiche, che per le incertezze e i problemi sanitari, si sono dimostrate molto prudenti sul fronte degli investimenti in tecnologia ceramica. Non va dimenticato che il rallentamento della domanda era iniziato già prima della diffusione della pandemia. Per l'occupazione è intervenuto il vice presidente di Confindustria, Maurizio Marchesini. «L'occupazione – ha detto – per ora è congelata dalle decisioni del governo con i blocchi fino a marzo. Serve l'utilizzo degli ammortizzatori per mantenere l'occupabilità prima dello sblocco di marzo». —

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