Modena, lettera dei ristoratori a Bonaccini: "Altre restrizioni? Ci condannate a chiudere per sempre"
"Noi le regole le abbiamo rispettate e abbiamo adeguato i nostri locali per garantire la sicurezza. Abbiamo fatto investimenti. Ora ulteriori restrizioni rischiano di far chiudere i battenti a diverse imprese".
MODENA "Pur consapevoli che la situazione e' straordinariamente complessa, chiediamo la massima chiarezza possibile: sulle regole di apertura e, cosa altrettanto importante, sui ristori. Che al momento, oltre ad arrivare con il contagocce, risultano assolutamente inadeguati".
Cosi' Stefano Corghi, presidente del Consorzio 'Modena a tavola', che associa una quarantina fra i piu' noti ristoranti della provincia, evidenzia in una lettera inviata ieri al presidente della Regione Stefano Bonaccini, al prefetto di Modena Pierluigi Faloni, al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e all'assessore comunale Ludovica Ferrari. Puntualizza il Consorzio: "Noi le regole le abbiamo rispettate e abbiamo adeguato i nostri locali per garantire la sicurezza. Abbiamo fatto investimenti. Ora ulteriori restrizioni rischiano di far chiudere i battenti a diverse imprese". In queste ore, rimarcano i ristoratori con Corghi, "sentiamo ovunque parlare di senso di responsabilita' che gli italiani non avrebbero avuto. Io dico: non facciamo di tutte le erbe un fascio. A quanto mi consta i contagi non sono di certo nati nei nostri locali. In ogni caso, chi non ottempera alle regole e' giusto che sia sanzionato. Evitiamo pero' di colpire nel mucchio. Abbiamo bisogno di poter progettare il nostro futuro". Insiste il presidente del Consorzio: "Il nostro pensiero va prima di tutto a chi soffre e a chi lavora per alleviare questa sofferenza. Non possiamo pero' non esprimere il nostro senso di frustrazione e di isolamento. La forte sensazione e' che da parte di chi assume certe decisioni non vi sia piena consapevolezza di cosa significhi svolgere il nostro lavoro".
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