Società nate per fatture false Regione al primo posto al Nord
Le “Cartiere” permettono di riciclare soldi e frodare il fisco Il report della Banca d’Italia pone l’Emilia Romagna al quinto posto assoluto
Si chiama “Quaderni dell’antiriciclaggio” e si tratta di un indicatore sintetico per individuare le società cosiddette cartiera. Diffuso dalla Banca d’Italia, offre un altro drammatico spaccato sulla criminalità economica emiliana. Se non bastava essere la regione con il più elevato numero di interdittive antimafia, e finire sul podio per le segnalazione di sospetto riciclaggio, per l’evasione fiscale e contributiva, per il lavoro irregolare, ora emerge che l’Emilia-Romagna è anche la realtà del nord al primo posto per il rischio di nascita di società cartiere, alle spalle soltanto di Lazio, Campania, Sicilia e Puglia.
Per società cartiera si intendono quelle imprese fatte nascere per “...emettere fatture di operazioni inesistenti, consentendo poi così ad altre ditte di utilizzarle sia ai fini di evasione fiscale, di frode Iva, sia a fini di riciclaggio o per altri scopi illegali”, recita il rapporto UIF- Banca d’Italia.
Le società maggiormente coinvolte sono quelle che hanno la forma di “società consortile”,poi al secondo posto ci sono le Srl ed anche le forme cooperative, chiamate coop spurie. Le meno coinvolte sono, logicamente, le Spa con medie-grandi imprese.
Invece, i settori e comparti di attività produttive più coinvolti sono: commercio; agroalimentare; meccanica di riparazione; tessile-abbigliamento; attività professionali...
«Un probabile, forse, esempio concreto locale? - denuncia la Cgil - Abbiamo fatto proprio nei giorni scorsi, una segnalazione sospetta riguardante una ditta alimentare ben conosciuta in uno dei Comuni qua intorno a Modena e che, dopo una solida e lunga attività produttiva, con il dovuto “cambio generazionale” è stata improvvisamente affittata ad una Srl bolognese e intestata ad un “imprenditore” improvvisato di 22 anni ».
«Una attività e presenza delle società cartiere/fasulle che,come ci mostra l’autorevole Report - commenta Franco Zavatti, membro coordinamento legalità Cgil Emilia Romagna - è ben attiva in queste nostre province e che perciò danneggia la nostra forte economia, la sicurezza e regolarità del lavoro. Perciò, il sindacato e la Cgil in particolare, insiste per portare nei Tavoli Provinciali per la Legalità, le valutazioni su queste recentissime e dure analisi dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, e considerare tutte le utili attività di concreta prevenzione istituzionale, sociale e culturale, rivolte al mondo dell’imprenditoria e dei professionisti, che in ogni nostro territorio si dovranno rafforzare per alzare argini efficaci anche contro queste modalità di economia illegale». —
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