Centro storico di Modena blindato: oggi si decide
Riunioni in corso per ridurre l’affluenza nel weekend. Le associazioni: «Idea poco praticabile: meglio più controlli»
MODENA Perplessi e stupiti. Forse meglio dire alterati. I commercianti dovranno attendere ancora qualche ora per capire se l’ultimo fine-settimana prima del Natale sarà a scartamento ridotto per gli ingressi in centro storico oppure se ci sarà il via libera allo shopping delle feste.
L’ipotesi, molto concreta, di ingressi contingentati o quantomeno limitati nel cuore della città sta prendendo forma nelle riunioni che si sono susseguite ieri sera e che continueranno stamattina tra i tecnici per capire se davvero sia possibile ridurre l’affluenza di un luogo che per definizione è aperto. Non è una questione di semplice attuazione, non siamo di fronte a uno stadio o un centro commerciale. Tuttavia l’obiettivo da parte del prefetto Pier Luigi Faloni e dell’amministrazione comunale resta quello di ridurre gli assembramenti sia attraverso l'attività di prevenzione sia con una presenza coordinata delle forze dell'ordine che deve essere funzionale a diluire la presenza dei cittadini in centro.
E di fronte a tale scenario i commercianti attendono, non senza qualche preoccupazione e un diffuso sentimento di frustrazione. Alberto Crepaldi, segretario generale Confcommercio Modena, ritiene l’ipotesi «difficilmente praticabile» e sottolinea che se il centro è affollato è a causa della «insensata decisione del Governo di chiudere le gallerie dei centri commerciali».
Crepaldi evidenzia anche la delusione per «non avere avuto l'opportunità di essere ascoltati dal Prefetto per poter innanzitutto fare un invito collettivo a smettere di drammatizzare un quadro sanitario che non appare grave» e anche per ribadire che nei centri storici nell’ultimo fine-settimana la situazione fosse «sotto controllo: tutti con le mascherine e poche file, ordinate, davanti ad alcuni negozi».
Chi quotidianamente vive il centro è Cinzia Ligabue che, oltre a essere titolare di un negozio, è presidente Licom: «Il tema è più articolato e complesso e non si risolve con un numero massimo di accessi consentiti, ma con una attività più attenta di controllo. Sappiamo bene che in centro c’è chi viene per fare acquisti e anche chi soltanto per farsi una passeggiata per le vie principali e quindi far passare solo un certo numero di persone, paradossalmente, potrebbe creare soltanto un viavai senza che quasi nessuno entri poi negli esercizi commerciali». Insomma si corre il rischio di lasciare fuori chi vuol far compere: «Credo che sia più opportuno aumentare i controlli e intervenire nelle circostanze che possono configurare un rischio sanitario, piuttosto che mettere un numero massimo di accessi».
Anche Emanuela Bertini, presidente Cna di Modena, ritiene di difficile attuazione la contingentazuone degli ingressi in centro: «Probabilmente potrebbe essere più utile – spiega - dare ai cittadini un’alternativa, come quella rappresentata dai centri commerciali, tra le altre cose molto più facilmente “contingentabili” di quanto possa avvenire nei centri storici. E, sicuramente, irrobustire i controlli, facendo rispettare scrupolosamente le regole su mascherine e distanziamento».
Mauro Salvatori, presidente Confesercenti dell’area città di Modena, afferma di «aver appreso con preoccupazione» dell’ipotesi di limitazioni. «Sarebbe l’ennesimo provvedimento che penalizzerebbe le attività economiche, senza alcuna certezza sul contenimento dei contagi. Nei nostri esercizi stiamo già contingentando l’accesso dei clienti, come da protocolli di sicurezza, e rispettando le norme puntualmente. Se verranno decisi ulteriori provvedimenti, è auspicabile che si concretizzino in un potenziamento dei controlli delle forze dell’ordine per disperdere eventuali assembramenti e non con l’uso di transenne per ingressi contingentati, che vengono vissuti dai cittadini come check point, dissuasivi alla frequentazione delle vie dello shopping e di impraticabile gestione. Inoltre credo che in questo momento, invece dell’ennesimo divieto temporaneo che crea solo confusione, sarebbero importanti lungimiranza e coerenza attraverso indicazioni chiare, lineari e sul lungo periodo».
E sulla ridda di norme torna anche Crepaldi: «In tutto ciò, francamente abbiamo perso i conti di decreti, circolari, ordinanze, raccomandazioni e stigmatizziamo il fatto che da mesi le imprese siano settimanalmente alla rincorsa di una bulimia normativa senza eguali in Europa». —
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