«Sono pronto a portare Aipo in tribunale»
Fabrizio Sighinolfi abita a Nonantola e sta studiando, assieme ai legali, un’azione contro l’agenzia che gestisce il fiume
Enrico Ballotti
Nonantola. Fabrizio Sighinolfi a Nonantola è conosciuto come Geppo. Per questo soprannome e, come ci ricorda, per la passione per il Modena calcio («che ringrazio per i bei pensieri rivolti al nostro paese»). Anche lui, come molti nonantolani, ha dovuto fare i conti con acqua e fango. Ha dovuto fare i conti con i danni che l’alluvione ha portato in dote. Per questo ha deciso di iniziare un percorso legale contro Aipo, la società che si occupa della cura dei fiumi. Una vera e propria causa che al momento è nella fase embrionale, ma che è pronta a svilupparsi a breve. «Dei giorni scorsi - spiega Sighinolfi - la notizia della condanna di Aipo a risarcire un bastigliese che aveva subito danni a causa della rottura dell’argine del Secchia. Era il 2014 e da lì inizierà la mia “battaglia”. Ci sarà modo di valutare le analogie con quel caso per poi capire se ci saranno i presupposti per un risarcimento. Un risarcimento che i nonantolani, in nome di verità e ragione, devono pretendere. Questo evento, la rottura dell’argine, non è giustificabile e non deve ripetersi». Quindi un invito: «Sono a disposizione, insieme al mio avvocato, per informare a dovere altri compaesani. Per capire se qualcuno vuole aggregarsi a questa mia iniziativa».
Si diceva dei danni: «Sono quelli comuni a mezza Nonantola. Abito nel quartiere San Francesco, lì il fume è arrivato con forza nelle nostre case. Al piano terra il livello dell'acqua ha raggiunto i 50 centimetri rovinando porte, mobili, elettrodomestici e pavimenti. E poi ci sono i muri che si sono gonfiati e che ancora oggi continuano a filtrare acqua. 20mila? 30mila euro di danni? Vedremo. Per quanto mi riguarda è il terzo evento atmosferico che vivo qui a Nonantola. In passato ricordo la grandinata del 2019 e soprattutto la tromba d’aria del 2014. Senza dimenticare il terremoto del 2012 che ha lasciato i suoi segni su alcuni edifici pubblici».
Si torna, dunque, alla Nonantola di oggi e alle difficoltà quotidiane: «La risposta delle istutuzioni, a differenza del 2014, è sta pronta e per quanto possibile di aiuto nello sgombro di abitazioni e cortili. Rimane l'amarezza e la rabbia per un evento che forse si poteva evitare. Qui si tratta di un cedimento di un argine che già aveva dato segnali di un certo tipo. Gli ormai famosi “fontanazzi”». Per chiudere un auspicio, ecco quello di Fabrizio: «Che si accorcino e si semplifichino i tempi dei rimborsi. E che vista l'evidenza dei danni venga al più presto stanziata una cifra per i risarcimenti adeguata. Considerando, inoltre, che molte assicurazioni non rispondono di questo particolare evento».
Una considerazione importante. Sono infatti in tanti ad attendere notizie dalla Regione. In queste ore, fanno sapere da Bologna, si stanno perfezionando i crismi per i rimborsi di cittadini e attività. Gli ormai famosi moduli che, stando a quanto emerge, dovrebbero essere gli stessi per tutti gli abitanti dei quattro comuni interessati. Così facendo, fanno sempre sapere da Bologna, si andrebbe a semplificare le cose. Snellendo, come auspicato da Sighinolfi, la burocrazia. —
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