Volontari della Sicurezza il Covid prosciuga i fondi
Gottardi: «Abbiamo affrontato un grande impegno che ha coinvolto tutti» «Con i contributi ricevuti sinora non ce la facciamo neppure a pagare la benzina»
Un maxi impegno che meritava un aiuto ulteriore, a livello economico, a dimostrazione dell'importanza del ruolo rivestito in questo 2020 così difficile.
Il Corpo Comunale Volontari della Sicurezza di Sassuolo ha ricevuto 2 mila euro di contributo dal Comune grazie a un provvedimento del 15 dicembre scorso in cui viene riconosciuto un «costante impegno nell’affrontare in prima linea l’evolversi dell’emergenza sanitaria onde evitare il diffondersi del contagio da Covid-19, finalizzato a contrastare la diffusione dell’epidemia». Al tempo stesso si specifica che la somma viene erogata «per la disponibilità e collaborazione con il Comune per lo svolgimento di attività ausiliaria di polizia amministrativa sul territorio».
I Volontari della Sicurezza hanno avuto contraccolpi economici per la crisi e l’ intervento del municipio viene visto come una manna dal cielo.
«Quello del Comune è stato proprio come un aiuto dal Signore - spiega il presidente Gianpaolo Gottardi - Quest’anno è da dimenticare perché con i molti interventi abbiamo di fatto prosciugato le casse. Ai 15.827 chilometri macinati in tre mesi durante la prima ondata dell’emergenza Coronavirus, ne abbiamo aggiunti già ulteriori 5 mila in questa seconda fase del contagio. Abbiamo svolto molte ore di servizio a sostegno non solo del Comune di Sassuolo, ma anche per l’area Tresinaro-Secchia. Non ho mai visto fare così tanti servizi ma è stato un impegno totale pur di metterci a disposizione di sindaci e forze dell’ ordine per dare sostegno a una popolazione in grande difficoltà».
Quello che va chiudendosi è stato l’ anno del ventennale, ma per il Corpo c'è stato davvero poco da festeggiare.
«Con i sostegni economici ricevuti sinora - prosegue Gottardi - non ci siamo nemmeno pagati la benzina e i nostri 50 volontari hanno sempre utilizzato i loro mezzi. Abbiamo portato da mangiare alle famiglie che non potevano uscire, consegne ai disabili, ai malati e a chi aveva gravi problemi fisici. Il Comune raccoglieva le richieste e noi intervenivamo. In parallelo a questo sono cresciute anche le spese: abbiamo dovuto stipulare un’ assicurazione anti Covid per tutti i volontari nella sfortuna che ci fossero infezioni. Insomma, anche fare del bene è diventato un disastro, con una spesa dietro l'altra». In questo quadro tutto è utile e anche 2 mila euro rappresentano ossigeno. «Abbiamo volontari eccezionali, non hanno mai chiesto niente e donano il loro tempo per la comunità - fa presente il presidente del Corpo - Credo sia atto impagabile quando uno toglie qualcosa a sé per chi ha bisogno. Mi emoziono ancora se penso alle facce dei residenti di Nonantola appena siamo arrivati, a cui dopo l'alluvione abbiamo regalato scope e stivali. Siamo persone di ogni estrazione, nel nostro gruppo ci sono disoccupati e operai, tutti desiderosi di fare del bene vedendo un bisogno crescente. Ogni giovedì, per fare un esempio, siamo alla Caritas di Casalgrande a fornire carrelli della dispensa alimentare per i meno abbienti. Su 200 persone, la metà sono italiani di questo territorio, un tempo erano una minoranza rispetto alle persone straniere. E questo accade in zone che sono sempre state caratterizzate da un certo benessere». —
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