Gazzetta di Modena

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IL DOPO ALLUVIONE 

Nonantola, scuole chiuse I genitori chiedono le lezioni a distanza

Francesco Dondi

La dirigente Valentini boccia la richiesta delle famiglie  La Dad può essere attivata soltanto per questioni legate al Coronavirus

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Francesco Dondi

NONANTOLA. La visita del presidente Bonaccini ha certificato quanto si sussurrava da giorni: i plessi delle scuole elementari “Nascimbeni” e “Fratelli Cervi” e delle medie “Alighieri” non riapriranno prima di Natale.

I danni provocati dall’alluvione sono piuttosto imponenti con particolare preoccupazione per quanto riguarda la secondaria di primo grado che ha parte del pavimento seriamente danneggiato. In attesa di un sopralluogo della Sanità pubblica, che dovrebbe anche fornire alcune indicazioni operative per bonificare le zone rovinate dall’acqua del fiume Panaro, e di capire come dovrà agire l’amministrazione comunale, si apre una vertenza didattica. Da una parte ci sono i genitori che rivendicano l’opportunità di effettuare lezioni a distanza, sfruttando gli strumenti della didattica già sperimentata nel lockdown primaverile e strutturata negli ultimi mesi, dall’altra ci sono ostacoli burocratici e sindacali che hanno portato la dirigente Anna Valentini a bocciare il sollecito delle famiglie.

Accade infatti che la cosiddetta Dad debba essere un servizio di emergenza, come l’ha definita il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, anche nell’ultimo convegno modenese. Ma la Dad, stando alle linee operative governative, deve essere attivata esclusivamente per questioni di Coronavirus e quindi non è contemplato l’obbligo per altre sospensioni delle lezioni per cause di forza maggiore. Già questo ha frenato la decisione della dirigente che deve inoltre fare i conti con il fronte sindacale: è prassi attivare un servizio solo dopo un accordo interno con i rappresentanti dei lavoratori, passaggio che a Nonantola non è ancora stato fatto e chissà se ci sarà. Ultima discriminante al diniego della didattica a distanza: l’equità. Ci sono studenti che non hanno gli strumenti tecnologici per collegarsi a distanza e altri che hanno visto distrutti anche i libri di testo a causa dell’acqua che ha invaso le loro abitazioni. E quindi, seguendo il ragionamento della scuola, si rischia di negare a qualcuno l’insegnamento, ampliando le divergenze sociali e di apprendimento.

La tesi scolastica è però stata messa in discussione dal gruppo dei genitori con le chat interne particolarmente animate. Ma se per i primi due fronti - burocrazia e relazioni sindacali - la critica rimane teoria, per la parità scolastica c’è stata una levata di scudi. «Abbiamo fatto un sondaggio - spiega un rappresentante - e sono pochi coloro che avrebbero difficoltà a seguire le lezioni per mancanza di strumenti tecnologici. Per loro abbiamo già raccolto la disponibilità di altre famiglie a ospitarli. Faranno le lezioni insieme ai nostri figli, non ci pare un problema così insormontabile e tale da impedire la didattica a distanza. Sappiamo anche di insegnanti che hanno individualmente incontrato i ragazzi a distanza e che in questo momento avere un contatto con i docenti è una forma di normalità che ci pare molto positiva. Siamo consapevoli che per tornare in classe servirà tempo e passaggi necessari a garantire sicurezza, ma rivendichiamo anche il diritto dei nostri figli a poter riprendere la loro vita scolastica. Abbiamo provato sulla nostra pelle cosa significhi il danno provocato dal Panaro, per una settimana era giusto tenere chiuse le scuole, ma ora è il momento che l’istituzione scolastica dia un segnale deciso». —



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