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Lavori finiti ma palazzo chiuso E 22 famiglie restano senza casa

F.D.
Lavori finiti ma palazzo chiuso E 22 famiglie restano senza casa

C’è in corso una discussione tra condominio e ditta appaltatrice per 700mila euro di opere aggiuntive

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MIRANDOLA. È uno dei cantieri privati più imponenti della ricostruzione post terremoto: 8,2 milioni di euro di Mude (fonte Open Ricostruzione). Il condomino Emme2 di piazza Ceretti è stato anche uno dei progetti più impattanti con demolizione e successiva ricostruzione degli spazi che, stando ai dati ufficiali, accoglie 27 unità abitative, cinque delle quali non principali, e 15 spazi dedicati a terziario e uffici. «Il nuovo edificio ripropone sostanzialmente la conformazione architettonico-volumetrica di quello esistente, caratterizzato da una forma planimetrica a “L” con dimensioni di circa 34-35 metri per lato; rimane come corpo edilizio “isolato” rispetto agli altri fabbricati limitrofi. L’edifico si compone di un livello interrato e di 6 livelli fuori terra, oltre a quello di copertura. E’ composto prevalentemente da unità immobiliari ad uso residenziale ed alcune, site al piano terra, ad uso commerciale», scrive lo studio Acale che si è occupato della progettazione.

I lavori sono invece stati effettuati da AeC Costruzioni, che negli anni ha portato avanti con competenza il cantiere, di fatto dichiarato terminato in autunno come decretato dal pagamento del Sal finale. Ma a distanza di mesi, e per varie vicissitudini, nessuno è ancora potuto rientrare. Anzi, è in corso un tentativo di mediazione tra AeC e il condominio. L’oggetto del contendere sono un surplus di costi, quantificati in circa 700mila euro dall’azienda, che però non risultano coperti dal contributo regionale per la ricostruzione. Soldi che dovrebbero pagare i vari proprietari, che a loro volta non sono affatto dell’idea di accollarsi ulteriori spese tra l’altro senza essere stati preventivamente informati. Ma questo stallo ha inevitabili ripercussioni sul ritorno a casa delle famiglie e dei negozi delocalizzati. Nessuno, infatti, ha ancora avuto la chiave d’ingresso, consegna subordinata alla definizione del contenzioso. E così sono scesi in campo i “mediatori” che, contratti alla mano, stanno cercando di capire come risolvere la delicata questione. Sul fronte del condominio si procede innanzitutto con una nuova analisi dei costi da parte di un consulente, passaggio che andrà concluso a breve salvo lo sforamento dei tempi di consegna della contabilità finale. Ma per i proprietari si prospetta un altro Natale fuori e stavolta nonostante la propria casa sia tutta nuova e agibile. —

F.D.

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