«Ho visto vetri in frantumi e il rogo uscire dalla finestra»
«Ho chiamato io il 112, poi i carabinieri hanno allertato i vigili del fuoco. Vedevo i vetri in frantumi spargersi sulle auto in cortile e e le fiamme uscire dalla finestra all’ultimo piano. Terribile».
Il vicino che ha dato l’allarme ai carabinieri ha ancora ben impressa la scena della sera precedente, quando il rogo è divampato nell’appartamento all’ultimo piano di un condominio di via Mazzini, provocando la morte di Eduard Curkovic.
«I vetri sono caduti sulle auto – continua il vicino che vive al primo piano – Dopo pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco che sono stati rapidissimi, hanno evitato che l’incendio si estendesse anche nei nostri appartamenti. Sentivo il rumore dei vetri che venivano dall’alto, la finestra, invece, era socchiusa. Non c’è stata un’evacuazione del condominio, per fortuna. I nostri appartamenti sono agibili».
«Faccio la badante e volevo riposarmi – aggiunge Dora Furtos, un’altra inquilina – ma ho sentito dei rumori intorno alle 20.15. Quando sono uscita ho visto i carabinieri sul pianerottolo e ho capito che qualcosa di brutto stava accadendo. Sono scappata fuori di casa un po’ come potevo e sono rientrata soltanto all’una e mezzo, quando abbiamo avuto la certezza che potevamo tornare dentro».
La notizia della tragedia ha fatto in fretta il giro del quartiere.
«Io conoscevo di vista Eduard, perché veniva ogni tanto a prendere la pizza da me : scambiavamo poche parole, era cordiale, affabile – afferma Giannico Gabriele, titolare della pizzeria a poche decine di metri dall’ingresso del palazzo dov’è scoppiato il rogo – Quando è successa la tragedia eravamo nel pieno della nostra attività lavorativa. Abbiamo visto del fumo e i vigili del fuoco che, con grande abilità, hanno saputo sistemare i mezzi nella via in modo da potersi avvicinare il più possibile. La notizia della morte di Eduard è rimbalzata presto tra le varie chat – dice Giannico – Incredibile davvero quello che è successo. Una tragedia immensa di cui mi spiace molto. Quando veniva in pizzeria parlavamo di varie cose, del più e del meno. Mi sembrava una persona tranquilla». —
S.A.
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