Quei “Dodici giorni in Israele” raccontati da Cardarelli e Sica
Un pellegrinaggio in Terra santa visto attraverso gli occhi di due personaggi molto diversi per età e soprattutto carattere nel libro edito da Aliberti
Un viaggio in Israele e un dialogo continuo tra due personaggi: Tania, una cinquantenne e Paco, un giovane di 26 anni che conia nuove rime. Sono loro i protagonisti del romanzo “Dodici giorni in Israele” (Compagnia editoriale Aliberti), scritto da Maria Teresa Cardarelli e Ivana Sica, ambientato in Israele durante un pellegrinaggio di 12 giorni, dal 9 al 21 novembre 2012.
In quel momento l’Italia era ancora profondamente ferita dalle scosse di terremoto nella Pianura Padana, un sisma avvenuto soltanto pochi mesi prima.
Contemporaneamente, un’altra crisi israelo-palestinese che avrebbe coinvolgerà tutto il gruppo dei pellegrini stava per scoppiare. In poco meno di due settimane, i due protagonisti, che non si conoscevano, intraprendono un viaggio di consapevolezza interiore che li porterà a maturare e a confrontarsi su temi particolarmente sensibili: il peso del passato, la ricerca della fede e i conflitti interpersonali che la loro amicizia contribuirà a dipanare.
Un viaggio in Israele, dunque, ma anche un viaggio dentro di sè in una continua ricerca di introspezione.
Cardarelli e Sica sono professioniste molto note in città. Ivana è scrittrice ed esperta di comunicazione: dal 2017 tiene corsi di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni “Rosa conosce il mare” e “Ridi sempre”, entrambe con Artestampa. Maria Teresa è sociologa, artista di arti visive e plastiche, arti-terapeuta e anch’essa scrittrice. Dal 2014 sul sito www.tau-lab.com cura il TauLaBlog su arte, benessere e consapevolezza. —
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