Frodi creditizie: a Modena in calo col lockdown
La nostra provincia è diciassettesima in Italia con 103 casi, meglio del 2019. Colpiti soprattutto i giovani e i sessantenni
Modena si colloca al diciottesimo posto in Italia per frodi creditizie di ogni genere, anche utilizzando i dati personali rubati i clienti. È un triste primato, che segue a ruota Bologna (diciassettesima), quello della classifica annuale dell’Osservatorio delle frodi creditizie e i furti di identità pubblicata ieri da Crif-Mistercredit. Sono infatti 103 i casi denunciati nella nostra provincia contro i 140 di Bologna. Il dato però è positivo se letto storicamente grazie all’effetto coronavirus che ha ostacolato se non bloccato i criminali: l’anno scorso eravamo sedicesimi.
Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, infatti, emerge che le misure di restrizione anti-Covid hanno portato a una maggiore difficoltà, nel primo semestre 2020, ad attuare frodi fisiche in banca e nei punti vendita.
Insomma, il lockdown ha frenato le frodi, ma adesso l'avvicinarsi delle festività di fine anno suggerisce di «non abbassare la guardia».
È la tendenza che emerge a livello nazionale, come segnala l'osservatorio Crif-Mistercredit anche sulla base dei dati regionali.
Se in Italia i casi rilevati sono stati oltre 11.200 per un danno stimato che supera i 65 milioni di euro, mentre l'importo medio della singola frode si è attestato a 5.792 euro, in aumento del 24,2% rispetto a quello rilevato nei primi sei mesi dell'anno scorso, in Emilia-Romagna si contano 664 frodi nel primo semestre dell’anno.
È un numero che posiziona la nostra regione anche quest’anno al settimo posto della classifica nazionale guidata da Campania (con 1.530 casi), Lombardia (con 1.345 casi) e Lazio (1.322 casi). A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie, come detto, è stato registrato nella provincia di Bologna con 140 casi, che la collocano al diciassettesimo posto nel la classifica nazionale davanti a Modena, con 103 casi. Seguono Rimini con 80 casi, Parma con 79, e Reggio con 78 casi. Le altre città emiliano-romagnole: a Ferrara 57 casi, nella provincia di Forlì-Cesena 52, a Ravenna 47, a Rimini 80 e a Piacenza solo 28 casi. Ancora una volta, in maggioranza le vittime sono uomini (63,7% dei casi). Relativamente alla distribuzione per fascia di età, quella nella quale si rileva il maggior incremento è quella degli over 60 (+16,6 per cento) seguita dai 51-60enni (+10,3 per cento). In termini assoluti, tuttavia, la fascia più colpita resta quella dei giovani tra 18 e 30 anni, coinvolti in un caso di frode su quattro.
Il maggior numero di eventi fraudolenti riguarda i prestiti per l’acquisto di beni e servizi (auto, moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili, ecc), che continuano a rappresentare la metà del totale. Al secondo posto per numerosità si trovano le frodi sulle carte di credito, che spiegano un quinto del totale delle frodi (precisamente il 20,4 per cento), seguite da quelle legate ai prestiti personali, in aumento rispetto allo scorso anno, con una quota del 10,6 per cento. Un boom ha interessato i finanziamenti fraudolenti tramite fidi di conto, che, anche se rappresentano solamente il 3,6 per cento del totale dei casi, risultano più che raddoppiati rispetto ai primi sei mesi del 2019. —
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