Prima agenzia di talenti afro aperta dalla 35enne Charity
Dago è nata a Carpi da genitori nigeriani e ha vissuto a Rovereto e Fossoli «L’obiettivo è rendere capillare la presenza di artisti neri nello spettacolo»
Giovanni Medici
«Il mio sogno era quello di giocare a pallavolo, facevo parte della squadra di San Marino. Poi un infortunio mi ha costretta, a 19 anni, a cambiare idea».
Charity Dago, 35 anni appena compiuti, è nata a Carpi da genitori nigeriani ed è la fondatrice di Wariboko, la prima agenzia italiana per artisti afrodiscendenti, con sede a Milano. «In Italia – spiega – manca una struttura progettata per unire e promuovere i professionisti afro-italiani e le produzioni televisive, radiofoniche, cinematografiche, pubblicitarie, della moda e dell’intrattenimento». Charity Dago ha vissuto a Rovereto e a Fossoli, ha frequentato le scuole carpigiane prima di andare a studiare alle superiori a Modena e poi Scienze della Comunicazione con indirizzo in Comunicazione e Marketing all’Università a Reggio, specializzandosi in Styling e Consulenza di Immagine.
Da quattro anni insegna Consulenza d’immagine all’Accademia del Lusso di Milano ed è venuta così in contatto con tanti dei settori che nella città lombarda rivestono una grande importanza: moda, pubblicità, cinema, tv… «La mia passione per l’immagine mi ha convinto ad aprire un’agenzia che rappresenterà solo artisti afro-discendenti. L’obiettivo sarà quello di rendere capillare in Italia la presenza di artisti neri nel campo delle arti e dello spettacolo. Nella moda e nella pubblicità nel campo del multiculturalismo siamo più avanti – spiega – ma ho compreso, provandolo sulla mia pelle di donna nera cittadina italiana, che c’è oggi un trend di mercato che può e deve essere seguito. E Wariboko è la risposta che ho stoi provando a dare».
Dago spiega che una figura che l’ha sempre ispirata è quella di Oprah Winfrey, conduttrice e intrattenitrice televisiva famosissima negli Usa «che manifesta attenzione all’individuo e grazie alla sua capacità di comunicazione parla direttamente alle persone: oltreoceano è ormai una istituzione».
Winfrey, segnala Wikipedia, è tra l’altro una delle donne più potenti del mondo e il più ricco individuo afroamericano del ventunesimo secolo. Per ora Wariboko segue con la sua agenzia una decina di uomini e donne afrodiscendenti e conta su sei collaboratori esterni. «Ho contatti con tv e cinema e sto seguendo già alcuni progetti, anche se bisogna attendere i tempi lunghi delle produzioni mentre con moda e pubblicità questi sono molto accorciati. Le persone come me devono essere rappresentate a tutto tondo, la nostra identità di cittadini italiani deve essere riconosciuta in quanto tale. L’agenzia può aiutare a fare questo, ridurre le disuguaglianze e rappresentare la mia comunità».
Per creare un’industria creativa più inclusiva e multiculturale non serve dunque sempre cercare all’estero creativi neri per ruoli in Italia. Basta guardarsi ‘in casa’. «Perché ho deciso di chiamare così la mia agenzia? Beh, Wariboko non è altro – conclude Dago - che il mio primo nome di battesimo». E che nella lingua Ijaw, uno dei tanti dialetti nigeriani, significa ‘Colei che apre una porta’. Nomen omen, dicevano i latini. —
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