Quando un’auto abbandonata diventa la casa per senza tetto
Da quattro anni una vettura “rifugio” è nell’area del parcheggio della Comet Degrado tutto intorno e segnalazioni di cittadini. Il sindaco: «L’area è privata»
Daniele Dei
Una situazione di disagio sociale e di emarginazione ha suscitato in questi giorni molte prese di posizione da parte dei cittadini. È quella che quotidianamente viene notata da chi passa da via Radici in Piano, all'altezza di viale Monte Santo. Il teatro è l'area di parcheggio di pertinenza della Comet, dove da tempo si trova una Renault Clio grigia abbandonata ormai da circa quattro anni e mai rimossa. Il veicolo, ormai in condizioni fatiscenti, tuttora targato ma non in condizione di circolare oltre a rappresentare un problema di decoro urbano è diventato da tempo un bivacco utilizzato da senzatetto per passare la notte. In particolare, le segnalazioni che arrivano parlano di vari “inquilini” che si sono alternati al suo interno, ma l'ultimo di questi sta arrecando particolari problemi.
Nei giorni passati nel parcheggio della Comet, sono state trovate più volte tracce di vomito e di urina non distanti dalla Clio fatiscente, tanto che più di un cittadino si è rivolto alla Polizia municipale per segnalare l'episodio e chiedere una risposta a tutto questo. La situazione però non è di facile risoluzione: nonostante il veicolo non sia assicurato, il vincolo alla rimozione forzata sta nella collocazione dell'auto. L'area prospiciente al grande magazzino è in parte su suolo pubblico e in parte no: manco a farlo apposta, il mezzo è stato abbandonato proprio nel settore che non è di pertinenza del municipio. La circostanza è stata spiegata dallo stesso sindaco Gian Francesco Menani, chiamato in causa nei numerosi post e, come suo costume, ha risposto direttamente ai cittadini tramite social per chiarire: «Il parcheggio è in parte privato – ha ribadito il primo cittadino – se l'auto è in quel settore non si può fare nulla, a meno che non si compia un reato. L'area è privata a uso pubblico, le competenze sono dei proprietari».
A quanto risulta, le pertinenze del centro Comet non appartengono al magazzino, che usufruisce degli spazi come affittuario. Insomma, la situazione che si è creata è quella di una "terra di nessuno" dove tutti, comprese le forze dell'ordine e i servizi sociali, conoscono il problema, ma non c'è modo di poter fare niente. Come tutte le città medio grande, anche Sassuolo non è esente dal tema dell'emarginazione: dalle ceramiche dismesse come l'ex Cisa Cerdisa ad altre situazioni anche temporanee, come il sottopasso di via Da Verrazzano e il Parco Vistarino come visto nei mesi passati, non sono poche le zone che si sono trasformate in rifugio per chi un tetto non ce l'ha. Per fortuna esiste anche una forte rete di solidarietà nella comunità sassolese che in questo periodo natalizio si rafforza grazie anche alle consuete donazioni di questo periodo: tra queste anche quella del consiglio di zona dei soci di Coop Alleanza 3.0 i quali hanno deciso di impiegare le risorse solitamente destinate alle iniziative natalizie per offrire pasti alle persone assististe dall'emporio solidale “Il Melograno”. —
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