«Sono diventato cittadino italiano dopo sedici anni»
Il pakistano Habbas ottiene il certificato dopo un lungo iter «Ho battuto la burocrazia. È il giorno più bello della mia vita»
«Sono serviti 16 anni e quattro giorni, ma ce l’ho fatta: finalmente sono cittadino italiano ed è uno dei giorni più belli della mia vita».
Il pakistano Hasnain Habbas Bhatti, 25 anni, titolare di due uffici Caf, uno a Carpi e uno a Sassuolo, e di un patronato con cui offre assistenza agli stranieri, ha tagliato il sospirato traguardo. Ieri mattina, il sindaco Alberto Bellelli gli ha consegnato la cittadinanza italiana, una meta inseguita da 16 anni, gli ultimi dei quali sono stati scanditi da lunghe attese.
«Sono arrivato in Italia 16 anni fa, quand’ero un bambino – racconta – Per avere la cittadinanza, nel mio caso, è stato necessario aspettare i 10 anni di residenza a Carpi. Poi ho riprodotto i certificati di nascita nei paesi d’origine, ho dovuto documentare il reddito dei miei famigliari e aggiungere diversi documenti che hanno fatto iniziare l’iter. Allora, lo Stato prevedeva due anni di tempo per concedere la cittadinanza. Poi, è subentrato il decreto Salvini e gli anni sono diventati quattro, con la consapevolezza che con la nostra burocrazia tale termine non sarebbe mai stato rispettato. In aggiunta, ho dovuto attendere un ulteriore anno a causa di problemi allo stato civile, che registrava carenza di personale in proporzione alla mole di lavoro che richiede questo territorio. Alla fine, il decreto è arrivato a giugno, ma non si sbloccava per via della pandemia. Così, se normalmente la cittadinanza arrivava nel giro di un mese, nel mio caso ho dovuto aspettare fino a ieri per poter entrare in possesso della mia cittadinanza».
«Ultimamente ho visto spesso gente condividere foto delle loro lauree o dei loro compleanni e definirli come giornate più belle della loro vita – aggiunge Bhatti – Per me il giorno un cui ho fatto giuramento è uno dei più importanti e significativi della mia vita. Sarà l’attesa, l’emozione o quello che volete. Fatto sta che oggi é arrivato alla conclusione un lungo e complicato processo».
Hasnain si è diplomato all’Itis Da Vinci come perito elettronico e si sta per laureare in Ingegneria Gestionale all’università di Modena. È volontario e fa parte del gruppo “I giovani per Carpi”, presta servizio nella Consulta per l’Integrazione ed è componente dell’associazione “Gli Amici del Fegato”. —
S.A.
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