«Chiudiamo la bottega dopo 60anni di lavoro»
Il negozio di Giuseppe e Aldina è il regno delle cornici «Una bella avventura, adesso ci riposiamo un po’»
Stefania Piscitello
FIORANO. Tutto è cominciato lì, in via Vittorio Veneto, solo un po’ più in là: era il 1963 quando Giuseppe Roncaglia, insieme a un socio, ha aperto la sua bottega. Sono passati quasi 60 anni, e la bottega di Giuseppe e la moglie Aldina, che dopo poco lo ha raggiunto, è ancora sulla via principale di Fiorano. Ancora per poco, però: a fine anno, infatti, “Roncaglia e Balestrazzi” abbasserà le serrande, dopo aver scritto la storia ai piedi del Santuario. Dentro alla mesticheria, punto di riferimento per chi vuole acquistare cornici, quadri o vernice, Giuseppe e Aldina, rispettivamente 78 e 74 anni, accolgono i clienti col sorriso di sempre. «Giuseppe ha cominciato nel ’63 - racconta la moglie - faceva l’imbianchino con un socio. Hanno aperto un negozietto un po’ più in giù, sempre su questa via. Serviva da deposito ma si vendevano anche vernici e cornici». Nel ’67, poi, il matrimonio: «Avevo vent’anni e facevo la commessa in un negozio di tessuti a Sassuolo. Sono venuta a lavorare qui, ma non conoscevo niente. Non sapevo distinguere la tempera, lo smalto, il lavabile, l’opaco, il lucido… Insomma delle volte mi sbagliavo». Nel 1969 i coniugi si sono spostati nell’attuale negozio, più grande: erano gli anni del boom delle ceramiche: «Tante fatture - aggiunge la donna - tutte a mano, perché non avevamo la macchina da scrivere».
E poi gli ordini erano tanti, come racconta Giuseppe: «Avevamo cose anche accumulate da 15 giorni, ora le cose sono cambiate, si lavora di giorno in giorno». La bottega è un piccolo labirinto, ci si trova di tutto: ma sono soprattutto le cornici, diverse e realizzate a mano ad attirare i clienti. Sul retro Giuseppe, con la compagnia di Ciro, un cagnolino, continua a trascorrere il tempo martellando e costruendole su misura, proprio come faceva agli inizi: «Lui e il socio - spiega Aldina - tagliavano le cornici quando rientravano in negozio la sera, e poi io le finivo durante il giorno».
È la qualità, quello su cui hanno sempre puntato i due, lo confermano anche i clienti storici, come Filomena Liggeri: «Vengo qui dal 1986 - dice - mi piace questo posto perché si trova di tutto, un sacco di bei quadri…». Sì, perché sono anche i quadri parte fondamentale dell’attività di Roncaglia e Balestrazzi: tanti quelli di Luciano Ossetti, il pittore fioranese recentemente scomparso, ma anche di altri artisti del territorio, in mostra e in vendita.
Col tempo, Aldina e Giuseppe hanno visto Fiorano cambiare: «C’erano tanti negozi - concludono - la lattaia, il tabaccaio… Noi siamo contenti di aver trascorso la vita qui, adesso ci riposiamo un po’». —
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