Menani: «La pandemia non ci ha fermato Mi piace dare risposte ai nostri cittadini»
Il sindaco: «Lavori pubblici, la piazza, l’aiuto alle scuole: sono elementi tangibili. Le opposizioni? Non possono lamentarsi»
Alfonso Scibona
«La pandemia ci ha provati in tutti i sensi, ma non ci siamo mai persi d’animo e siamo andati avanti nel governo della città cercando di fare il meglio. Complessivamente un 2020 positivo. Se non ci fosse stato il coronavirus le cose sarebbero andate meglio». Così il sindaco Francesco Menani a pochi giorni dalla chiusura di un anno drammatico. Un anno per il quale è possibile anche registrare qualche riscontro positivo.
Sindaco, qual è stato l’elemento migliore dell’anno?
«Ci sono state delle cose belle come la gestione delle esigenze dei cittadini e le risposte date. Mi riferisco alle opere pubbliche, in primis il rifacimento di piazza Martiri Partigiani, che dopo la fine del cantieri di Hera adesso passa esclusivamente in mano ai pavimentatori, che raddoppieranno le squadre e, se non intervengono intoppi, si potrà avere la fine del lavori intorno a Pasqua. Mi riferisco ai lavori nelle scuole, su richiesta dei dirigenti scolastici, a quelle sul marciapiedi, tema più volte caldeggiato dai cittadini, così come gli sfalcio nelle grandi e piccole aree verdi. Questo è il dato positivo dell’anno che sta per finire: aver fatto, con i mezzi limitati che ci siamo trovati, a gestire le cose più urgenti, che maggiormente impattano sulle persone».
E quello negativo?
«Le notizie negative sono tutte legate alla pandemia, che prima di tutto ha ridotto al minimo i rapporti tra le persone, cosa veramente difficile da accettare e vivere. Non vivere la città, non organizzare i nostri eventi tradizionali, compreso il Natale, sono certamente in punto oscuro di questo 2020».
Le associazioni si confermano, con il loro impegno, punto di riferimento anche nelle difficoltà e nell’emergenza.
«Ho grande stima e ottimi rapporti con le associazioni del territorio; rapporti che continueranno anche con la sottoscrizione di ulteriori convenzioni che permettano loro di stare attive. Coloro che donano il loro tempo gratis per gli altri meritano di avere tutti i supporti possibili».
A proposito di sovvenzioni e finanziamenti, come è il giudizio su quanto sta facendo il governo a proposito di aiuti a quanti stanno pagando un prezzo altissimo in prima persona?
«Da amministratori ne stiamo prendendo atto, ma personalmente posso dire che vi sono luci ed ombre: ho la sensazione che molte cose proseguano a spot. Serve che il governo faccia ancora di tutto per evitare lo sbando di alcune categorie di imprenditori, come i commercianti, ristoratori e piccole imprese, oppressi dalla pandemia e dalla burocrazia destabilizzante e da promesse non mantenute. Servirebbero, come succede nel resto d’Europa, interventi tempestivi e veloci dando risposte vere e non solo promesse. Non serve un assistenzialismo di lunga durata ma riforme snelle per far ripartire l’economia ed il mercato del lavoro che possano dare certezze ai cittadini, quelle certezze che mancano davvero da troppo tempo».
Come sono stati i rapporti con le opposizioni durante quest'anno?
«Come logico non sempre si va d’accordo perché le opposizioni, secondo logica, devono trovare i lati negativi in tutto o quasi tutto quello che viene proposto da chi governa. Non abbiamo avuto tanti scontri, anche perché quello che stiamo facendo era anche nel loro programma di governo. Certo, se invocano maggior collaborazione e poi non fanno proposte non vanno da nessuna parte. Prendiamo ad esempio il bilancio approvato l’altra sera: non c’era nessun emendamento da parte loro».
Se la sente di fare un augurio per il 2021?
«Stavolta, rispetto agli auspici del dicembre 2019, spero solo che il prossimo anno sia migliore di questo che sta per finire: e basta». —
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