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Montagna di amianto «Campioniamo i rifiuti per capire come agire»

L’avvocato Di Legami: «Non ci siamo mai fermati Tre mesi per sapere cosa c’è nel terreno e poi valuteremo» 


23 dicembre 2020 Francesco Dondi


Francesco Dondi

san felice. La montagna di amianto realizzata sui terreni della Bianchini Costruzioni che fine farà? La seconda assoluzione sul caso ambientale, arrivata nel processo Aemilia per la famiglia di imprenditori sanfeliciani, restringe la strada per ottenere i risarcimenti per un’eventuale bonifica, ma il sito è comunque controllato e si stanno delineando le strategie. Lo spiega l’avvocato Rosario Di Legami, amministratore giudiziario della Bianchini Costruzioni, che da anni, su mandato dello Stato, si occupa di curarne ogni dettaglio. «Mi fa piacere che si parli del problema dell’amianto - esordisce l’avvocato - perché mi permette di evidenziare come l’amministrazione giudiziaria non si sia mai fermata . Posso garantire che resta una priorità e nonostante la crisi pandemica, che avrebbe potuto portare a rinviare azioni per me necessarie, si sta facendo un lavoro meticoloso e utile».

Da un po’ di tempo, infatti, al polo di San Felice sono in corso indagini sulla montagna di rifiuti. «Ho dato incarico ad un’importante azienda italiana di effettuare campionamenti sul terreno - spiega Di Legami - Questo ci permetterà di capire come è meglio muoversi: se c’è amianto servirà un certo piano di bonifica con determinati costi; se c’è invece rifiuto ordinario le strategie saranno ovviamente diverse. Spero di avere risposte definitive nel giro di tre mesi con l’obiettivo di trovare una soluzione chiara e che soddisfi tutti».

Nel frattempo contatti e sinergie con la nuova amministrazione comunale, Arpae e Ausl si sono fruttuosamente riattivati e il fronte occupazionale è stato risolto. «Ci tengo a dire che la montagna è in sicurezza: i teli di copertura, di cui ci siamo fatti carico economicamente, hanno 25 anni di garanzia e ciò ci permette di ragionare senza assilli. Il confronto con gli enti territoriali è costante e ne sono lieto, ma lasciatemi spendere qualche parola di orgoglio per gli ex dipendenti Bianchini: per garantire il loro futuro avevamo acquisito delle commesse, ma sono stati tutti riallocati e quindi non abbiamo più un problema occupazionale. Certo, se dovessero entrare dei nuovi lavori siamo comunque pronti ad assumere. Possiamo davvero concentrarci al massimo sul progetto di bonifica. Infine vorrei rivolgere un ringraziamento all’ufficio Gip di Bologna, ed in particolare al giudice delegato dottor Ziroldi, senza il cui stimolo, fiducia e condivisione delle strategie nessuno dei risultati raggiunti in Aemilia sarebbe stato possibile». —

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