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Palagano, la nuova vita di Lavinia: «Qui in montagna non si è mai soli»

Daniele Montanari
Palagano, la nuova vita di Lavinia: «Qui in montagna non si è mai soli»

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«I miei genitori mi hanno insegnato fin da piccola ad amare la montagna, così tanto che mi sentivo un po’ come Heidi: piangevo quando si rientrava in città. Adesso per me il volerci ritornare è naturale».
Gli occhi di Lavinia Famigli, 33 anni, brillano quando parla del suo progetto di vita. È una dei giovani che hanno colto al volo l’opportunità del bando casa lanciato dalla Regione per incentivare ad acquistare o ristrutturare casa in montagna per venirci a risiedere. Un piano da 10 milioni che è stato appena rifinanziato con altri 10 milioni per il 2021. Tra le tante domande, la sua è stata premiata: il 27 novembre ha ricevuto comunicazione direttamente dall’assessore Barbara Lori dell’ammissione a contributo, nel suo caso non come coppia ma da single. E adesso è nel pieno del suo sogno di trasferimento da Modena, così entusiasta e genuino da aver attirato anche l’attenzione del Tg1, che le ha dedicato un servizio martedì sera facendo con lei un sopralluogo a Monchio, in mezzo alla fitta neve, dove ha scelto di ridare vita a un vecchio rustico in sasso abbandonato con a fianco una stalla.


Lavinia lavora come consulente sul risparmio energetico per una ditta che si occupa di riqualificazione energetica e ristrutturazioni, quindi l’opportunità è nel suo settore. In più spingerla al grande passo c’è stata la situazione legata al Covid, che anche nel suo caso ha stimolato il lavoro a distanza. «Potendo lavorare da casa, perché non farlo nel posto che amo?» dice candidamente. E così negli ultimi tre mesi fa già presenza fissa a Palagano, utilizzando per ora l’appartamento della madre Isabella Dignatici, originaria di qui. Qui dove Lavinia ha vissuto l’infanzia e tutti i periodi di vacanza. Ecco da dove viene il richiamo.


E così quando è uscito il bando è stata corsa: «Da agosto mi sono messa spasmodicamente a cercare una casa da ristrutturare - racconta - ne ho viste tante, anche con le agenzie, ma niente, non trovavo la “mia” casa. Allora ho chiesto ad amici se sapevano di qualche occasione e mi hanno detto che qui ci sono tanti rustici abbandonati che non sono neanche nelle agenzie perché i proprietari non hanno nessuna speranza di acquirenti. Un giorno mi son messa a girare a piedi per la campagna di Monchio e sono arrivato a questo rustico con stalla in una posizione magnifica, ai confini del bosco con un panorama mozzafiato. A me interessava questo: non la bellezza della casa, ma una finestra che quando la apri al mattino ti rigenera con quel che vedi. Era la mia casa, l’ho sentito subito. Così sono andata in cerca del proprietario». Che all’inizio è rimasto un po’ incredulo: «Mi ha detto: “Ma sei sicura di voler venire, così giovane, ad abitare in un posto così isolato?”. Io gli ho risposto: “Qui non si è isolati, perché ci si conosce tutti e se si ha bisogno di qualcosa sono sempre pronti ad aiutarti. Si è molto più isolati in città, dove non si conosce mai nessuno».


E così è andata: Lavinia è in attesa di sapere quale sarà il contributo assegnatole (massimo 30mila euro) che combinerà con il superbonus 110% sulle ristrutturazioni. «Il sasso lo voglio tenere - sottolinea - poi per il rifacimento della struttura punterò sul legno. Voglio far lavorare imprese locali, così da essere un po’ d’aiuto all’economia del posto. Qui intorno ci sono tante seconde case vuote: credo che i giovani dovrebbero valutare l’opportunità del momento. Qua si vive bene, i bambini hanno tutti i posti che vogliono per giocare e gli adulti non devono stare in ansia ogni volta che si allontanano. È molto più bello crescere qui. Poi ci sta che dopo, per l’università, uno si trasferisca in città col desiderio anche di sperimentare un altro tipo di vita. Per poi fare le sue scelte, come io adesso ho fatto la mia dopo aver lavorato anche a Torino, senza mai riuscire ad abituarmi alla vita frenetica che si conduce lì».


La scelta di Lavinia, nel suo piccolo, conferma l’attrattività di Palagano, che nell’ultimo report demografico dei primi sei mesi del 2020 è risultato l’unico comune della montagna che non perde ma anzi acquista residenti. «Noi non possiamo che dire bentornata a Lavinia - commenta il sindaco Fabio Braglia - sottolineando una volta in più quanto sia stata azzeccata l’idea del bando da parte del presidente Bonaccini e dell’assessore Lori, che lo hanno giustamente rifinanziato. Qui abbiamo già avuto sei contributi: significa che c’è interesse non solo per Palagano ma per tutta la Val Dragone, dove stiamo lavorando tanto sul turismo». —

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