«Qui è andato perso l’85% del fatturato»
Il grido preoccupato delle attività: «C’è la neve, ma i turisti non possono venire. Aspettiamo questa stagione tutto l’anno»
Mattia Vernelli
FANANO. Spogliato dei suoi eventi di punta, il paese si rassegna alla caduta a domino dell’intera filiera turistica. Il palaghiaccio e gli impianti di risalita chiusi, niente Gala dell’Appenino e il Ste Sroden già saltato. Per vedere il presepe vivente, annullato quest’anno, bisognerà aspettare. E poi il nuovo dpcm. Cosa rimane di Fanano? Strade vuote, commercianti alle strette e dal 75% al 85% in meno del fatturato della stagione invernale. «Come se non bastasse di mezzo ci si mette il clima di incertezza relativo ai decreti. - dichiara Franco Buontempi, vicedirettore di Confcommercio - Gli imprenditori montanari attendono tutto l’anno questo segmento di stagione. Come fa un imprenditore ad assumere personale o ordinare le materie prime? È un dramma».
A questo si aggiunge la mancata fiducia nei ristori, ampiamente condivisa dalla stragrande maggioranza dei commercianti. «Sono arrivati in primavera mini ristori, ma non coprono certamente il mancato incasso. Inizialmente hanno parlato di coprire un 60% percento delle spese per sanificazione ed acquisto di strumenti per essere conformi con i protocolli, per poi tagliarli a meno del 30%. Non contiamo di certo su quelli, la perdita di questo inverno sarà incolmabile». Afferma Nadia Gibertoni dell’Albergo Pineta, avviato nel 1995. Un altro pezzo di storia fananese è il Forno Cioni, aperto nel lontano 1961, che ha registrato un calo delle vendite del 40% in questo periodo. «Noi siamo più fortunati dei ristoranti, la gestione familiare e i 3 dipendenti ci permettono di non assumere d’inverno ulteriore personale per la stagione. Siamo comunque preoccupati, - spiega Laura Cioni - in primis per la salute, ma anche per l’economia del paese». Anche Francesco Campopiano con il suo studio fotografico lamenta l’impossibilità di pianificare. «Sono gli eventi, come i matrimoni, che trainano la mia attività, e questo non è di certo un periodo proficuo per il mio settore. Mi è capitato avere conferme di matrimoni annullati poche settimane dopo». Francesco ha deciso di mettere in piedi il suo studio in Via Pedrocchi. «Adesso si lavora per pagare le spese».
C’è chi cerca di resistere ai colpi della crisi e chi, nuotando controcorrente, avvia in questo periodo la sua attività. È il caso di Alex Pascu che ha rilevato il Bar Italia ed ha aperto ai clienti sabato scorso. «Coraggio. È quello che serve in questo periodo, e pensare che il Covid non ci sarà per sempre. Avendo meno di 36 anni, ho la possibilità di aderire al bando regionale dei giovani imprenditori, prestiti a tasso agevolato. Ci taglia l’entusiasmo essere costretti a chiudere già per la vigilia». Gli ostacoli incontrati da Alex sono molteplici, su tutti la burocrazia. «“Al momento non trattiamo l’argomento” ci rispondevano gli istituti finanziari e di credito, credo che avessero adottato tutti una linea comune. Ecco che allora ci ritroviamo ad aprire per poi chiudere solo qualche giorno dopo».
Spostandoci a Canevare, incontriamo Umberto Bonacina, gestore dell’Albergo Ristorante Gabriella. «Quest’anno sarebbe stato il sessantesimo della nostra attività, ma non ci saranno festeggiamenti. L’impossibilità di avere turisti arriva a stroncare un momento proficuo, specialmente perché è tornata la neve». —
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