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Spilamberto La Banda del paese suona per i nonni della casa protetta

Spilamberto La Banda del paese suona per i nonni della casa protetta

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SPILAMBERTO «Non smettiamo di suonare perché la musica ha la capacità naturale di unire. Anche in un anno che ci vorrebbe tutti più distanti» sono le parole di Ermanno Clò, maestro e clarinetto della Banda Giuseppe Verdi di Spilamberto. Sabato mattina, quindici dei suoi elementi si sono radunati davanti alla casa protetta di Spilamberto per consegnare un regalo in musica agli ospiti residenti all’interno della struttura.


«Quella di suonare per gli anziani della casa protetta in occasione delle festività natalizie è una tradizione che portiamo avanti da anni - spiega proprio il maestro Ermanno Clò - quest’anno, per ovvie ragioni, abbiamo potuto suonare per loro avvalendoci di un numero di elementi molto ridotto rispetto al solito e restando all’esterno della struttura. È stato comunque molto bello, perché numerose persone anziane si sono avvicinate alle finestre per renderci omaggio, anche solo salutando con la mano. Per coloro che erano impossibilitati a muoversi, inoltre, la nostra musica è stata portata all’interno grazie ad amplificatori che erano stati posizionati lungo i corridoi. Siamo stati contenti di poter mantenere questa tradizione, omaggiando i più fragili con la potenza della nostra musica».
Il maestro Clò spiega che l’azione di sabato si è resa possibile grazie al coinvolgimento dell’Amministrazione comunale e dell’Arma dei carabinieri.

Si tratta di una delle tradizioni che appartengono alla banda spilambertese ormai da molti anni. La quale, infatti, ha la bella abitudine di animare con la propria musica d’insieme la piccola città di Spilamberto durante le feste natalizie.

«Siamo soliti fare visita ai nostri “nonni” il primo gennaio, portando loro il concerto di Capodanno alle 9 in punto. E questo accade ogni anno- racconta il maestro - per evitare di dover rinunciare a questo immancabile appuntamento, abbiamo deciso di anticiparlo. Specialmente alla luce delle nuove regole anti-covid del periodo festivo - e prosegue -l’altro grande evento natalizio si consumerebbe, per tradizione, durante la Vigilia di Natale. Per le medesime ragioni purtroppo dovremo invece rinunciare a questa esibizione per il nostro paese. . Ma a dire il vero, quello che più manca a tutti noi non sono tanto i concerti, quanto la possibilità di incontrarsi settimanalmente tutti insieme per le nostre prove. La formazione bandistica dà la possibilità a un’intera comunità di unirsi nella musica. I nostri 50 elementi attraversano, infatti, tutte le età. Dai più anziani fino ai piccolissimi bandisti che stanno crescendo. Ed è magico potersi confrontare assiduamente attraverso la musica. Ma non solo».


La Banda Giuseppe Verdi di Spilamberto, le cui origini sono attestate già a partire dal 1815, negli ultimi 15 anni si è lasciata crescere in seno il gruppo “Band Giovani Note”. Si tratta del germoglio più vivo dell’intera compagine, esito dei corsi di musica e delle attività di formazione portati avanti nel tempo dai musicisti. «Loro rappresentano la prosecuzione del nostro lavoro - specifica Ermanno - è dal 1970, anno in cui la banda spilambertese si è ricostituita dopo l’interruzione dovuta alla guerra, che portiamo avanti i corsi. Io stesso ho iniziato da lì per poi terminare gli studi al Conservatorio di Parma. Nel 2004, i più giovani, che ormai sono cresciuti e insegnano a loro volta ai più piccoli, hanno dato vita a questa Band dall’anima fresca. E tutti noi siamo molto contenti. Perché loro rappresentano la parte più sana, viva e tenace del nostro gruppo».


Ermanno Clò specifica che, anche quest’anno, nonostante le pause forzate dovute al Covid, le lezioni di musica hanno potuto proseguire. Durante l’estate in presenza e ora a distanza. «I ragazzi hanno una gran voglia di suonare. Sono dediti ai loro compiti e non mollano mai. È per questo che non vediamo l’ora di poterci incontrare di nuovo tutti insieme. Ogni occasione di prova dà vita a un dialogo intergenerazionale. Lì gli anziani trasmettono la propria esperienza ai più giovani e questi ultimi possono confrontarsi e confidarsi con figure adulte, ma diverse da insegnanti e genitori. L’ultima parola comunque spetta sempre alla musica. E si sa, lei ha sempre ragione. Purché - conclude Ermanno - si suoni tutti insieme». Così nella musica e così nella vita. —

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