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Passa di mano la casa per anziani cresciuta da padre Sebastiano

Daniele Montanari
Passa di mano la casa per anziani cresciuta da padre Sebastiano

Formalizzata la cessione del centro “Francesco e Chiara”: da gennaio subentra la cooperativa Domus

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Daniele Montanari

Pavullo. Passa di mano il gioiello assistenziale voluto da padre Sebastiano Bernardini, a un anno dalla sua scomparsa. La cosa era nell’aria da tempo, ma ieri è arrivata l’ufficialità con una nota in cui la cooperativa sociale Domus Assistenza (aderente a Confcooperative) ha annunciato il subentro dal 1° gennaio nella gestione del Centro servizi per la terza età “Francesco e Chiara” di Pavullo.

Il più grande tesoro di padre Sebastiano, che l’ha tenacemente fatto nascere 23 anni fa, comprensivo di centro diurno, casa di riposo, casa protetta, un nucleo speciale gravi demenze, alloggi indipendenti con servizi e un auditorium. «L’accordo prevede in un primo momento l’affitto dell’azienda da parte nostra, al fine di garantire la continuità della gestione sia agli ospiti che ai 70 dipendenti della “Francesco e Chiara impresa sociale srl” - spiega il presidente di Domus Assistenza Gaetano De Vinco - anche se il momento è molto difficile e la nostra cooperativa chiuderà l’anno con una significativa perdita di fatturato a causa del Covid-19, abbiamo voluto lanciare un segnale concreto di ottimismo e fiducia nel futuro. Questa operazione consente di mantenere sul territorio una struttura preziosa per la comunità locale, sia in termini di servizi per gli anziani che di posti di lavoro. Sono convinto che dal cielo padre Sebastiano sia contento della soluzione individuata e ci stia inviando la sua benedizione».

«Desidero esprimere la gratitudine mia e del personale di “Francesco e Chiara” - sottolinea Rino Bellori, amministratore della “Francesco e Chiara” - ai benefattori e ai frati cappuccini per averci sostenuto nel superare una situazione di grande difficoltà dovuta al coronavirus, e alla Domus Assistenza per aver creduto e puntato sull’operazione, resa ancor più complicata dalle preoccupanti vicissitudini che sta vivendo, in modo particolare, il mondo delle case per anziani».

Tra città e provincia Domus gestisce undici case residenza per anziani (per un totale di quasi 500 posti letto) e cinque centri diurni. C’è una solida esperienza dietro all’operazione, insomma.

Però è comunque un voltare pagina su una storia scritta dal 1997 grazie all’incontenibile slancio del frate cappuccino, che volle vicino all’ospedale una struttura per anziani la cui cifra caratterizzante è sempre stata la straordinaria umanità del personale e un clima improntato alla vivacità e all’autenticità dei rapporti, grazie anche alla sua presenza. Entrare qui ha sempre significato entrare innanzitutto in una casa, cioè in una sorta di famiglia. Poi senza dubbio per anziani, ma sempre trattati con un’attenzione particolare legata anche all’ispirazione religiosa della struttura. Nel 2017, in occasione del ventennale, anche Matteo Renzi, da ex premier, venne in visita ed espresse parole di grande apprezzamento.

Negli anni però l’amministrazione non ha mai fatto mistero delle difficoltà nel far quadrare i conti, legate alle rette volutamente mantenute sottocosto senza poter contare su adeguate risorse pubbliche. Di volta in volta sono state superate anche grazie a qualche benefattore con generose donazioni. Ma il quadro negli ultimi tempi si stava facendo particolarmente complesso, tanto che già da un anno era iniziata la trattativa con la Domus.

Ma a febbraio l’arrivo del coronavirus ha sconvolto tutto: la prima ondata ha segnato pesantemente la struttura in termini di contagi (adesso invece le contromisure adottate permettono ancora di considerarla immune dalla seconda ondata) e questo ha peggiorato ancora i conti a causa delle maggiori spese e del minor numero di ospiti (posti vuoti in casa protetta e centro diurno chiuso). Nel numero (l’ultimo) appena uscito de “Le stagioni di Francesco e Chiara”, il periodico voluto da padre Sebastiano, si dice chiaramente che c’è stato il rischio di dover chiudere tutto.

Il mare in tempesta è stato attraversato ancora una volta grazie alla mobilitazione degli amici sassolesi del frate, che quest’estate hanno fatto donazioni importanti. Ma adesso c’era bisogno di mettere al sicuro il futuro. —

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