Addio a Giuseppe Tosi, farmacista con 60 anni di tifo per il Modena
La famiglia: «Grazie a tutti per l’affetto, era un uomo straordinario e sempre appassionato di vita»
Daniele Montanari
«Era una persona di una generosità enorme, e ce ne stiamo rendendo conto ancor di più in questi giorni nelle dimostrazioni d’affetto delle tantissime persone che l’amavano».
Viene il groppo in gola a Claudia Facchini nel parlare del marito appena scomparso. Ma la commozione si è fatta strada in tanti ieri quando, a funerali avvenuti, è stata data notizia dell’improvvisa scomparsa del dottore, e professore, Giuseppe Tosi, spentosi il 23 dicembre a 73 anni per un malore improvviso a casa.
Il titolare della farmacia B.V. del Popolo, in via Giardini 32 ai margini del centro, era conosciutissimo. Per la vita spesa a partire dal 1990 in una delle due farmacie storiche di Modena (dichiarata “Ducale” da Francesco IV nel 1816), rilevata dal padre Giovanni che a sua volta la prese dal nonno e fondatore Giuseppe. Ma anche per gli anni prima da docente di Chimica Analitica all’Università di Modena (aveva due lauree: Chimica e Farmacia). E poi per le tante passioni, a partire dal Modena Calcio: super tifoso, aveva l’abbonamento dal 1962 e fin da piccolo ha trascinato allo stadio suo figlio Giovanni (a sua volta docente di Tecnologia Farmaceutica, nonché attore per AttoZero). Quindi lo straordinario amore per la lirica che lo ha portato tra gli “Amici dei teatri modenesi”: sabato, all’uscita dalla bara dalla chiesa di San Faustino, è stato salutato dal Vincerò di Pavarotti, per poi essere sepolto nel cimitero di S.Andreapelago. E ancora socio del Lions Club Modena Host, della Società del Sandrone, dell’Accademia “Lo Scoltenna”, e tanto altro.
«A casa continuava a guidare la farmacia a modo suo: facendo sentire le ragazze non dipendenti ma parte di una famiglia» ricorda Claudia, anche lei ex docente, di Letteratura Latina a Bologna. «Era sempre pronto ad ascoltare tutti, umile e rispettoso del pensiero altrui. E ad aiutare tutti: un uomo di una bontà profonda come la sua fede. Una fede non bigotta ma fatta di opere ed esempio. Mi diceva: “Il bene è da una parte e il male dall’altra: nella vita bisogna scegliere, non si può stare a mezzavia”. Un ringraziamento speciale ai dottori Gibertini e Roncaglia dell’Hesperia per l’umanità nell’assistenza in questi anni, e l’amicizia».
«Un appassionato della vita, fino in fondo - sottolinea Giovanni - poco prima del malore ha detto: “Speriamo che il Modena vinca oggi col Padova per l’aggancio in vetta”». E così Gianni Gibellini lo ricorda al suo fianco in tribuna «in 35 anni di tifo sfegatato». —
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