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Antonio, il volontario: «Giusto vaccinarsi per sé e la famiglia»

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Nel freddo pomeriggio del “Vaccine Day” modenese protagonisti sono anche loro, i volontari di Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze). Tra i 150 vaccinati, 35 sono volontari come Mario Di Benedetto e Antonio Battaglia, della Croce Blu di Castelfranco e Nonantola.

Antonio da trent’anni è volontario e di dubbi sulla vaccinazione non ne ha nemmeno uno. «Quelli che invitano a non vaccinarsi dovrebbero farsi un turno in ambulanza con noi – spiega – Ci sono scene di questa epidemia che non dimenticherò mai. Ricordo poco tempo fa un signore di 50 anni che abbiamo trasferito al Policlinico. Mi ha tenuto la mano stretta durante il viaggio e aveva gli occhi spaventati. Mi ha chiesto se ce l’avrebbe fatta a sopravvivere, io l’ho rincuorato rassicurandolo sul fatto che avrebbe trovato medici e infermieri preparati. Gli ho spiegato che gli avrebbero fatto una lastra per capire la situazione, che gli avrebbero cambiato i medicinali. Quando lo abbiamo lasciato all’ospedale gli ho detto “Sei in buone mani”. Non avevo mai visto in vita mia una persona così terrorizzata, me la son sognata di notte».

È solo un esempio quello che porta Antonio per far capire al mondo l’importanza della vaccinazione: «Quando mi hanno detto che sarei stato tra i primi ero molto contento – prosegue – Essendo in prima linea è giusto vaccinarsi, perché bisogna avere amore per se stessi e per i familiari. Non dimentico che pochi giorni fa il 118 ha perso un grande medico come Filippo Fard, un vero choc: quindi è importantissimo per medici, infermieri e volontari. Mi auguro che la popolazione segua la nostra scelta».

«Dobbiamo dare un esempio agli scettici – gli fa eco Mario – Sto leggendo cose assurde sul vaccino. Noi siamo i primi a trovarci di fronte a persone che stanno male e soffrono per il Covid: è un qualcosa che non solo ti tocca l’anima, ma che ti fa anche sperare ogni volta che si torna a casa di non infettare i tuoi cari».

Molto schietto e diretto Massimo Calizzani, dei volontari di Roccamalatina: «Il vaccino va fatto, io faccio sempre anche l’antinfluenzale per proteggermi. Prima si fa e meglio è, anche perché siamo stanchi tutti di questo giallo, rosso, mascherine...». —

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