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Il Consiglio boccia la petizione contro il nuovo 5G

Chiara Pignatti
Il Consiglio boccia la petizione contro il nuovo 5G

Il no arrivato da tutti i partiti Solo Fratelli d’Italia si astiene Erano state raccolte 500 firme Trevisani: «Grande delusione serve principio di precauzione»

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MIRANDOLA. È stata bocciata nell’ultimo Consiglio comunale la petizione popolare coordinata da Andrea Traversi contro il 5G. Traversi ha raccolto circa 500 firme in favore della petizione che viene descritta come “Petizione per non autorizzate la sperimentazione della tecnologia 5G, installazione di antenne e ripetitori 5G ed il potenziamento delle attuali antenne esistenti in tutto il territorio del Comune di Mirandola al fine di attuare il principio di precauzione per garantire la tutela della salute pubblica”. Il Consiglio ha bocciato la petizione quasi all’unanimità, eccezion fatta per il consigliere di Fratelli d’Italia Marian Lugli che si è astenuto. «Siamo senza dubbio molto rammaricati dell’esito della votazione che non ha accolto le nostre richieste — scrive Andrea Traversi — la nostra delusione è doppia anche in considerazione del fatto che la petizione è stata firmata da quasi 500 cittadini preoccupati per l’avvento di una tecnologia, il 5G, che prevederà l'installazione sul territorio di svariati nuovi ripetitori e di numerosissime nuove "small cells" che andranno a sommarsi alle migliaia di antenne per la telefonia mobile già esistenti e che comporterà un aumento significativo dell’esposizione della cittadinanza all'inquinamento elettromagnetico. Proprio per questo — continua Traversi — avevamo posto all’amministrazione come punto più importante la richiesta di dotare il comune di un Piano delle Antenne che coniugasse l'esigenza dell'interesse generale, rappresentato dalla diffusione della telefonia mobile, con le necessità della tutela ambientale e del diritto alla salute. Il rigetto a ogni nostra richiesta è stato uno schiaffo non solo a noi ma a tutti quelli che credono che il rischio vada considerato e quindi governato. Gli strumenti per farlo ci sono ma vanno concretizzati, le ragioni per chiedere un principio di cautela ci sono tutte». —

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