Un dicembre con meno smog grazie alle piogge abbondanti
Un mese migliore di quello precedente, anche se la sostanza non cambia, confermando un 2020 molto problematico dal punto di vista dell’inquinamento dell’aria. Al centro ci sono ancora i livelli delle Pm10, e in particolare il mese di dicembre. Secondo i dati appena arrivati dalle centraline Arpae di viale Giardini e parco Ferrari, nel primo caso gli sforamenti del limite massimo di Pm10 consentito - 50 microgrammi per metro cubo - sono stati 10, mentre nel secondo i superamenti sono stati 6. Numeri decisamente migliori di quelli di novembre, quando in via Giardini gli sforamenti erano stati addirittura 19, mentre al parco Ferrari erano stati 16. Un miglioramento legato soprattutto alle piogge di dicembre, e in minor parte anche alla chiusura che ha portato un numero minore di auto a circolare. Numeri che per le due stazioni in questione comportano una lieve riduzione del gap tra 2019 e 2020, anche resta la fotografia di un anno molto difficile per il particolato, mentre gli altri inquinanti sono in lieve calo rispetto al 2019. «Le principali ipotesi per spiegare le cause della relativamente meno efficace riduzione del Pm rispetto al biossido di azoto - spiega la dottoressa Carla Barbieri di Arpae - stanno prima di tutto nel fatto che le emissioni di PM10 primario non sono state sufficientemente ridotte, a causa in particolare delle emissioni dovute al riscaldamento degli ambienti. Inoltre, alcuni precursori, principalmente l’ammoniaca, non sono diminuiti: la miscela dei gas precursori potrebbe essere rimasta tale da mantenere un elevato potenziale di produzione anche in presenza di proporzioni variate. Infine, l’elevata insolazione di marzo ha aumentato la produzione di Pm secondario di origine fotochimica». —
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