I gesti di don Erio e il rituale Dall’accoglienza alla cattedra
Diretti ed efficaci i passaggi con cui il nuovo vescovo si è insediato ufficialmente Tra mozione introduttiva e lettera apostolica del Papa
Dall’accoglienza alla porta del Duomo, fino alla salita alla cattedra.
Semplici e molto diretti i gesti con cui don Erio, dal tardo pomeriggio di ieri, è diventato ufficialmente il nuovo vescovo di Carpi.
Per prima l’accoglienza del vescovo, alla porta della sua nuova chiesa cattedrale, da parte del capitolo dei canonici. Qui, dopo che ha bussato, gli è stata aperta la porta. Poi, l’arciprete del capitolo, don Luca Baraldi, parroco di San Giuseppe Artigiano, ha offerto al bacio del vescovo il crocefisso e il catino con l’acqua memoria del battesimo, con cui il presule si è segnato e ha asperso tutta l’assemblea.
Giunti con la processione al presbiterio si è svolto il terzo segno, ossia il saluto liturgico dell’arciprete del capitolo. Dopo una mozione introduttiva del vicario generale, il quarto momento ha visto la lettura, da parte del cancelliere vescovile Andrea Beltrami, della lettera apostolica di Papa Francesco, con la quale egli ha affidato il compito di pastore al nuovo vescovo. Il testo, poiché risalente al giorno di Sant’Ambrogio (7 dicembre), cita, nella prima parte, uno stralcio di una celebre lettera di questo padre della chiesa in cui il ministero episcopale è paragonato al timoniere della nave.
Da ultimo, il vescovo è salito alla cattedra, dove si è seduto con tutte le insegne episcopali, ossia gli abiti liturgici solenni - realizzati dall’atelier X Regio di Quarto d’Altino - la mitria in capo e il pastorale in mano. La cattedra è il luogo del ministero ordinario del vescovo nella sua chiesa. Da questo momento Erio Castellucci è il diciannovesimo vescovo di Carpi, oltre che Arcivescovo abate di Modena-Nonantola, unendo così nella sua persona le due chiese. —
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