Gazzetta di Modena

Modena

L’ALLARME DI LAPAM MODA 

«Il tessile è in grave crisi serve un sostegno minimo di 600 milioni di euro»

«Il tessile è in grave crisi serve un sostegno minimo di 600 milioni di euro»

2 MINUTI DI LETTURA





Un nuovo allarme per il settore moda e abbigliamento in grave difficoltà, in questo caso lanciato da Roberto Guaitoli, presidente di Lapam Confartigianato Moda: «Le imprese dei settori tessile, abbigliamento, calzature - afferma Guaitoli - hanno bisogno di un intervento robusto, di ben altro spessore rispetto alla misura contenuta nella legge di Bilancio».

Guaitoli sottolinea la necessità di sostegno per il rilancio di tutte le imprese del settore moda e delle numerose aziende del comparto sul nostro territorio: «Parliamo di oltre duemila aziende del territorio e, in Italia, di 56mila imprese con 464mila addetti, di cui il 67% sono micro e piccole imprese. Il testo della manovra – dice Guaitoli – andrà certamente corretto, innanzitutto destinando a tutto il sistema moda italiano ristori molto più robusti di quelli per ora previsti. Ma serve soprattutto un piano più ampio di interventi che restituiscano slancio al comparto manifatturiero simbolo del made in Italy nel mondo, che ha subito i peggiori effetti della crisi da Covid-19. I numeri parlano chiaro: nei primi dieci mesi del 2020 il comparto ha registrato in Italia una perdita di fatturato del 21,9%, oltre otto punti in più del calo del 13,4% della media del manifatturiero. E una recente indagine del nostro Ufficio Studi evidenzia come il calo per le imprese artigiane del nostro territorio è stato ancora maggiore, toccando il 25% di crollo, mentre gli ordinativi son o scesi addirittura del 50%. A livello nazionale i mancati ricavi delle imprese della moda tra gennaio e ottobre sono pari a 15,5 miliardi di euro, di cui 10 miliardi di minori esportazioni. In pratica, 1 miliardo in meno al mese di made in Italy della moda venduto nel mondo. Le dimensioni minime dell’intervento dovrebbero essere di almeno 600 milioni di euro. Ma, mentre per il settore dell’auto sono molte le misure di sostegno anche nella legge di Bilancio, per le imprese del tessile - abbigliamento - calzature è sino ad ora arrivato ben poco».

Il presidente Guaitoli mette in luce anche la grave crisi della domanda interna: «Nei primi dieci mesi del 2020, a fronte di un calo delle vendite al dettaglio del 5,4%, sono crollate del 23% le vendite di abbigliamento, calzature e articoli in pelle. Di fronte a queste cifre serve uno scatto d’orgoglio per rimettere il fashion made in Italy al centro delle strategie di rilancio del Paese».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google