Oltre agli alimenti anche l’assistenza con un medico dedicato
Tra i servizi che l’associazione Porta Aperta offre e che ha giocate un ruolo importantissimo nel contrasto della diffusione del Covid -19, c'è l’ambulatorio medico che da 30 anni è impegnato sul versante della tutela sanitaria delle persone più fragili, che vivono ai margini della nostra città e che non possono accedere al servizio sanitario nazionale cioè non hanno il medico di medicina generale. L’ambulatorio, gestito interamente da personale sanitario volontario è un servizio “a bassa soglia” cioè a libero accesso, gratuito, aperto tutti i giorni feriali nel quale si alternano 15 medici, 2 infermiere, 2 segretarie, 1 farmacista, tutti volontari. Negli ultimi anni gli accessi a questo servizio hanno raggiunto numeri importantissimi. Sono state assistite circa 1600 persone all’anno con un numero di prestazioni che si aggira intorno alle 5500 visite mediche. «All’inizio del 2020 si è abbattuta come un terremoto la pandemia cogliendoci del tutto impreparati - ricorda il dottor Giuliano Venturelli, medico coordinatore dei medici volontari di Porta Aperta- Tuttavia, mentre gli ambulatori dei medici chiudevano alle visite, anche se non è stata una decisione facile, abbiamo deciso di tenere ugualmente aperto questo servizio poiché unico presidio sanitario di libero accesso per la fascia di popolazione più fragile e povera del territorio modenese, che spesso vive per strada quindi senza alcuna possibilità di isolarsi nella propria abitazione. Non chiudere l’ambulatorio - continua il dottor Venturelli - è stato davvero importante perché ci ha permesso di fare prevenzione anche con questa fascia di persone, fornendogli i dispositivi di sicurezza grazie ai quali siamo riusciti a contenere il numero di contagi. Se ciò è stato possibile- conclude il dottore - un ringraziamento va all’Ausl che ci ha sostenuto fornendoci i dispositivi di protezione necessari ma anche al nostro personale sanitario che, assumendosi qualche rischio per la propria salute, ha ritenuto che questo prezioso servizio non venisse interrotto». —
P.D.
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